1973. Carly Simon se la prende con un uomo vanitoso. Ed è capolavoro

Gli anni Settanta sono stati gli anni delle contestazioni, del grande rock e della canzone d’autore, ma anche della leggerezza. Qualcuno sostiene – autorevolmente – che le classifiche italiane, e dunque i gusti nazionali, non fossero, in quegli anni, in linea con quelli internazionali.

Può darsi.

Ma i primi giorni di agosto del 1973 si ascoltavano cose piuttosto buone. Se non ottime. Anche se – va detto – tutte piuttosto leggere.

Scorrendo la classifica dei singoli troviamo gli ottimi Camaleonti con la bella “Perché ti amo” al primo posto, seguiti dalla meravigliosa Patty Pravo di “Pazza idea”. Dietro ad una bionda esplosiva un’altra bionda, forse ancora più esplosiva, la fantastica Gabriella Ferri con una delle sue rare apparizioni in classifica (“Sempre”).

Le primedonne della canzone non sono poche, in quella torrida classifica del 1973. Mia Martini, al quarto posto, propone una delle sue cose più belle di sempre, “Minuetto” e Marcella la sua, comunque ragguardevole, “Io domani”.

Gli “alieni” di quella classifica sono, forse, i Profeti, che piazzano al nono posto la dimenticata “Io perché io per chi”.

Il resto è roba da rockstar. Elton John fa una doppietta con “Crocodile Rock” al quinto e “Daniel” all’ottavo posto, mentre Paul McCartney, con la sua leggerissima e bellissima “My love” occupa la settima posizione.

Ma il capolavoro della classifica si trova alla decima posizione. E’ la canzone, non si è mai capito se ironica o disperata, di Carly Simon rivolta ad un uomo non ben definito ma che tutti, fin dall’inizio, individuarono un Warren Beatty: “You’re so vain”.

Trattandosi di una canzone dedicata ad un uomo vanitoso, altri tirarono in ballo Mick Jagger o Kris Kristofferson,

Ma alla fine, la versione di Warren è quella che convince di più.

Ferdinando Molteni