Il fischietto degli arbitri rischia di andare in pensione

Il fischietto rischia il prepensionamento. In tempi di pandemia, uno degli oggetti simbolo dello sport, finisce tra gli osservati speciali. Nulla sarà come prima, e le norme igieniche da osservare su tutti i campi ne mettono a dura prova l’uso. E c’è chi, tra gli addetti ai lavori, che ha già mostrato tutte le perplessità del caso.

Si potrà continuare a usarlo? “Direi di no: i giocatori toccano il pallone, ce lo restituiscono, noi tocchiamo pallone e quindi mettiamo in bocca il fischietto. Siamo i più esposti ai rischi” dice Verne Harris, un arbitro statunitense con una lunga esperienza nel basket, che solleva così la questione. Il problema, all’apparenza di non facile risoluzione, tuttavia, è meno complicato di quanto si pensi. Chantal Jennigs, sulle pagine del New York Times, indica la strada da seguire e ipotizza nuovi scenari, parlando di “prepensionamento del fischietto”, dopo 140 anni di onorata attività. La nuova tendenza che si è diffusa negli States è efficace: si tratta del fischietto che ‘non fischia’. Un fischietto elettronico che gli arbitri tengono fra le mani e azionato con un pulsante a portata di pollice.

L’oggetto, divenuto oltremodo prezioso di questi tempi, è prodotto e messo in commercio dalla Fox40, un’azienda che da anni produce fischietti per ogni arbitro, come testimonia il fatto che ne vende circa 15.000 al giorno.