Alassio Italian Riviera, 100 anni di Baci, la storia del frollino di nocciole più famoso d’Italia

Non poter distribuire la nostra pubblicazione, per osservare le norme anti-Covid, è senza dubbio difficile da accettare. Ma allo stesso tempo doveroso in questo momento di difficoltà. Avevamo però cominciato a lavorare al numero di quest’anno già prima del lock-down ed a scrivere alcuni articoli. Uno è quello riguardante i cento anni della nascita del simbolo di Alassio, ovvero i Baci. Sarebbe obsoleto pubblicare questo articolo sul numero del 2021, così abbiamo deciso di pubblicare on-line quanto scritto, grazie al racconto di Carlo Maria Balzola, erede insieme alla sorella Teresa, del famoso Caffè Balzola dove videro la luce questi strepitosi dolci, ambasciatori di Alassio nel mondo.

100 ANNI DI BACI dalla rivista Alassio Italian Riviera 
di Barbara Testa

In principio fu un frollino di nocciole con ganasce al cioccolato, nato per accompagnare il tè delle 17 per gli inglesi che frequentavano Alassio a cavallo fra il 1800 e il 1900. Poi l’evoluzione, e prese forma il “Bacio di Alassio” come lo conosciamo noi. Il dolce, diventato il simbolo della cittadina, è nato grazie alla famiglia Balzola, ben 100 anni fa. A raccontarlo, e a portare avanti la tradizione, è Carlo Maria Balzola, erede insieme alla sorella Maria Teresa, della dinastia di pasticceri. Entrambi titolari del Caffè Balzola, entrato nel novero dei caffè storici italiani, stanno mantenendo vivo il ricordo del bisnonno Pasquale, ideatore del biscotto, e poi del nonno Rinaldo che ha dato vita a questi due dischi di pasta di nocciola uniti dal cioccolato fondente e crema di panna. Una ricetta di per se semplice, diventato grande grazie agli ingredienti di prima qualità utilizzati, ovvero nocciola Piemonte qualità Tonda e Gentile, zucchero bianco, cacao belga, miele biologico del territorio. Nel 2019 ha compiuto cento anni, mentre il caffè Balzola ne ha qualcuno di più essendo stato fondato nel 1902. E qui ad Alassio, ad assaggiare i famosi Baci, sono passati in tanti, tra cui Maksim Gor’kij, giornalista e scrittore russo, padre del realismo socialista, arrivato in Italia nel 1927 per curarsi dalla tubercolosi, e arrivato in visita ad Alassio. Da Balzola passò addirittura D’Annunzio, che per ripagarsi la consumazione (si racconta fosse squattrinato, gironzolava per l’Italia grazie ad amici che lo ospitavano) aveva coniamo una definizione “Sono dolci della galanteria”. Una “galanteria” che si respira ancora nel laboratorio e nel caffè storico dove si lavora per mantenere una tradizione che passa da padre in figlio. Nonno Rinaldo impara l’arte pasticcera a Torino, lavorando per sei anni dal famoso Gustavo Pfatisch, maestro di origini bavaresi ma nato a Fossano, giunto poi a Torino dove è stata inaugurata la sua pasticceria nel 1915.
Oggi i Baci di Alassio di Balzola si possono fregiare della De.Co, la denominazione Comunale, che vuole salvaguardare le tipicità e dare maggiore spazio alla tradizione.