1969, Vandelli e l’Equipe 84 superano i Beatles

1969, Vandelli e l’Equipe 84 superano i Beatles

La classifica di questa settimana di fine giugno del 1969 non era male davvero.

C’erano alcuni classici – Celentano al primo e Al Bano al secondo posto – ma anche un gioiello dell’Equipe 84 intitolato “Tutta mia è la città”.

Il pezzo è formidabile e Maurizio Vandelli lo canta da par suo. Molti credono sia una canzone italiana, anche perché il testo evoca situazioni in cui gli italiani si possono facilmente riconoscere. Invece è un pezzo inglese, intitolato originariamente “Blackberry Way” e firmato da un geniaccio del pop d’Oltremanica chiamato Roy Wood, leader di una band chiamata The Move che, pochi anni dopo, sarebbe diventata nientemeno che l’Electric Light Orchestra.

Ma la classifica è ancora ricca di spunti.

Ci sono in Camaleonti con “Viso d’angelo” e il sommo Battisti con “Acqua azzurra, acqua chiara”. E poi Mina (“Non credere”) e ancora Morandi e gli Aphrodite’s Child.

Al settimo posto – perla assoluta in una collana già piuttosto bella – c’è il testamento dei Beatles: “Get back”.

L’inizio dell’estate del 1969 non fu male.

Almeno dal punto di vista musicale.

 

Ferdinando Molteni