Fase 2, Flixbus prova a ripartire

“Con la ripartenza, dallo scorso 3 giugno, di 14 linee per collegare circa 70 città, abbiamo dimostrato quanto FlixBus stia continuando a investire in Italia, e quanto continui a essere un partner affidabile per le istituzioni e per tutti i cittadini. Le difficoltà, però, non mancano e per questo, ancora una volta, chiediamo al Governo di intervenire”. A dirlo è Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia, che prova a fare un piccolo bilancio a dieci giorni dalla ripartenza dei servizi, dopo la sospensione per quasi tre mesi per rispettare le misure di contenimento della diffusione del contagio.

“In questi giorni stiamo ricevendo diverse richieste da parte di moltissimi comuni, oltre che da parte dei cittadini, per riprendere, aumentare o attivare ex novo collegamenti e tratte, soprattutto da quelle regioni dove gli altri mezzi di trasporto non arrivano. Vorremmo rispondere positivamente a tutti, ma seguendo quotidianamente le attività, senza una reale possibilità di pianificazione non possiamo nasconderci che la ripresa dei servizi sarà lenta e incerta” prosegue Incondi.

“Servono risorse adeguate per far ripartire centinaia di aziende e non lasciarle morire”. Se non si interviene è a rischio l’effettivo diritto alla mobilità delle persone e vengono messe in discussione le normali regole in materia di concorrenza, italiane ed europee, che garantiscono parità di trattamento a tutti gli operatori.

“Per questo, ancora una volta, chiediamo al Governo, e in particolare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla Ministra Paola De Micheli, di rendere possibili interventi a supporto anche del settore delle linee di autobus di lunga percorrenza. Ogni investimento avrà delle ricadute positive sul fronte dei trasporti nel suo complesso – poiché gli autobus sono un mezzo fondamentale in un’ottica di spostamenti intermodali, soprattutto per raggiungere i centri minori – e sul rilancio del turismo nel nostro Paese. In questa estate che tutti auspichiamo all’insegna della riscoperta della natura, del patrimonio, della ricchezza delle migliaia di piccoli comuni italiani, rischiare di mettere a repentaglio la sopravvivenza delle aziende del trasporto di bus di linea sulla lunga percorrenza, che sarebbero proprio quelle in grado di garantire migliaia di collegamenti ogni giorno tra centinaia di realtà del Bel Paese, sarebbe un vero azzardo per la ripresa economica”.

“Crediamo che, con la volontà di farlo, ci sia ancora modo di correggere il tiro stanziando risorse adeguate. Questo è il momento delle risposte. Da sempre abbiamo cercato un confronto costruttivo avanzando proposte di buon senso: speriamo di trovare ascolto non solo per tutte le aziende del settore, ma anche per le centinaia di comuni con cui collaboriamo e per i milioni di passeggeri che ogni anno trasportiamo” conclude Incondi.