Bundesliga promossa, il calcio più forte del Covid

epa08425938 Dortmund's Erling Haaland celebrates after scoring the opening goal during the German Bundesliga soccer match between Borussia Dortmund and Schalke 04 in Dortmund, Germany, 16 May 2020. The German Bundesliga and Second Bundesliga are the first professional leagues to resume the season after the nationwide lockdown due to the ongoing Coronavirus (COVID-19) pandemic. All matches until the end of the season will be played behind closed doors. EPA/MARTIN MEISSNER / POOL DFL regulations prohibit any use of photographs as image sequences and/or quasi-video.

La Bundesliga è (per ora) ‘promossa’ all’esame che sta affrontando nella lotta al coronavirus. Un bel segnale di incoraggiamento per gli altri grandi tornei europei che si accingono ad imitare quello tedesco, dalla Liga spagnola giovedì, alla Premier League inglese (17 giugno), alla Serie A italiana (20 giugno).

Merito del severo protocollo sanitario. I giocatori sono sottoposti a controlli due volte a settimana, costretti al confinamento in famiglia ed a misure di distanziamento permanenti. Ad oggi, nessuna squadra è stata vittima di un forte contagio. E si fanno sempre più pressanti le richieste di quanti ritengono il protocollo eccessivo, rispetto al ritorno della vita ‘normale’ nel paese, dove è di nuovo possibile sedersi ad un caffè e vedere amici.

Merito anche dei protagonisti, che si sono fatti ritrovare in forma. Contrariamente alle preoccupazioni di molti medici sportivi, non è stato osservato un aumento significativo del numero di infortuni, in particolare muscolari. Inoltre gli allenatori fanno ampio uso dei cinque cambi (sono in media 4,3 le sostituzioni per partita).

Sono poi inalterati i valori in campo. Alcuni temevano risultati falsati dalla mancanza di addestramento. In realtà, l’equilibrio non è cambiato: chi era forte prima dello stop è rimasto tale (il Bayern ha vinto 5 partite su 5) e le squadre in fondo alla classifica non hanno fatto miracoli. L’assenza del pubblico, poi, non ha certo aiutato le formazioni più deboli, ma ha rafforzato le gerarchie.

Prova ne sia il crollo del vantaggio di giocare in casa. Nelle ultime due stagioni, il 45% delle partite si è concluso con la vittoria della squadra locale. Questo rapporto è sceso al 22% dalla ripresa a porte chiuse (10 vittorie sul campo amico in 46 partite).