Livello di vita soddisfacente – Le risposte della Psic: “Si può gestire adeguatamente l’ex? Seconda puntata: l’ex uomo”

Stiamo sempre parlando sulla relazione di coppia, di quanto ci sia parecchia confusione su che cosa intendere per spazio di coppia, compresa l’eventuale chiusura; fondamentalmente perché i partner hanno poca consapevolezza del loro modo di funzionare a livello individuale e quindi corrono il rischio di riversare il caos interiore nella relazione di coppia.

In questa seconda parte vorrei invece mettere a fuoco alcuni atteggiamenti che vengono utilizzati in maniera inadeguata dall’ ex uomo al fine di fare fallire la vita futura del partner.

L’ex uomo culturalmente non è molto predisposto a seguire un percorso psicologico, con tutte le conseguenze che comporta l’essere una persona non gestibile, anche se è molto cambiato l’atteggiamento sociale verso la questione chi va dallo psicologo è matto e l’uomo non ha bisogno di chiedere mai aiuto.

Devo aggiungere che gli uomini sono più capaci una volta iniziato il percorso di seguire le indicazioni fornite in terapia. Attivano il senso di fiducia, forse perché essendo mancata in passato la possibilità di seguire una guida o di aver potuto contare su un valido appoggio, anche su un valido riferimento genitoriale, nel momento in cui sono in preda all’angoscia del dover gestire il loro vuoto interiore, riescono a decidere di farsi aiutare.

Esperienza nuova il farsi aiutare: intravvedono nell’altro quella possibilità di cambiamento, e finalmente accettano di non fare più da soli; visti i danni ed il fallimento della relazione sentimentale, anche per loro responsabilità.

L’ex uomo è quello a cui sono riconducibili il maggior numero di casi di violenza familiare e sessuale. Non esiste peggior oltraggio alla figura umana! Certamente sarebbe poi opportuno avere l’obbligo di iniziare un percorso di psicoterapia; a maggior ragione quando ci sono dei figli nella coppia. Si eviterebbe così di trasmettere in automatico sui figli le stesse modalità relazionali ed un grado di sofferenza non gestibile da parte di un figlio. Da segnalare che le madri di questi ex giocano un ruolo importante nell’istigarli a compiere violenza o ad assumere atteggiamenti mentali violenti; quindi un buon intervento dovrebbe prevedere il coinvolgimento della famiglia d’origine.

Ex, quando è un padre, tende ad allinearsi ad un paradigma molto diffuso in cui la figura genitoriale tende a scivolare in secondo piano. È vero che la figura del padre tende ad essere bistrattata dalla legge, ma i padri possono in tutta serenità dimostrare le loro capacità e rivendicare i loro diritti diversi, con modalità nuove.

L’operazione mentale da compiere per trovare una soluzione al vostro ex è di alimentare il senso di fiducia in voi stesse con nuove energie, atteggiamenti di pensiero diversi, per sganciarvi da una relazione che induce alla distruzione. Senso di fiducia che già minato in passato, nella relazione di coppia si disintegra completamente. La donna dovrebbe cercare di ritrovare il valore in sé stessa per non sentirsi mai più incapace ed inadeguata, magari attraverso un percorso di psicoterapia, per non incastrarsi mai più in relazioni inadeguate per lei e per gli eventuali figli.

Alla prossima puntata!

Se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it

Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta