Dall’inizio dell’emergenza coronavirus consumate 474 bottiglie a famiglia

Nei tre mesi passati dall’inizio dell’emergenza coronavirus, una famiglia media di quattro persone, con un consumo medio giornaliero due litri di acqua (quantità consigliata), ha utilizzato ben 474,5 bottiglie da 1,5 l, pari a 18 kg di plastica. È la stima pubblicata da Askanews dopo uno studio di Culligan, multinazionale di riferimento a livello mondiale per i sistemi di filtraggio dell’acqua del rubinetto, secondo la quale ciò ha comportato l’impiego di 34,2 kg di petrolio utilizzato per la realizzazione del Pet e 60,5 kg di CO2áfrutto della produzione e del trasporto di questo quantitativo di bottiglie. Una famiglia di tre persone, invece, ha consumato 356 bottiglie in Pet da 1,5 litri in tre mesi, pari a 13,5 kg di plastica, 25,7 kg di petrolio e 45,4 kg di CO2.

Sono le conseguenze dell’aumento del consumo casalingo di acqua in bottiglia causato dal lockdown, che ha rappresentato anche un peso sul bilancio economico delle famiglie, quantificato da Culligan in 219 euro per i nuclei familiari di quattro persone e di 164,25 euro per quelli con tre componenti. I tre mesi trascorsi in casa 24 ore su 24, che hanno concentrato tra le mura domestiche tutti i consumi, hanno però fatto aumentare la consapevolezza individuale di quanta plastica usa e getta, da quella degli imballaggi a quella dei flaconi dei detergenti, venga buttata ogni giorno. Un dato evidenziato in occasione della Giornata mondiale degli oceani, patrimonio inestimabile minacciato proprio dalla plastica.

“Durante la fase più dura della pandemia, la sicurezza ha occupato senza dubbio il primo posto nei pensieri di ognuno di noi, mentre leátematiche ambientali sono state messe inevitabilmente in secondo piano. È importante però considerare l’emergenza coronavirus come un monito a rispettare maggiormente la natura per il bene del nostro Pianeta e dell’umanità intera”, ha commentato in una nota Giulio Giampieri, presidente del Gruppo Culligan in Italia. “In questoácontesto, non dobbiamo dimenticarci che ridurre l’inquinamento da plastica è una priorità assoluta per salvare i nostri mari, fortemente inquinati da questo materiale. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani vogliamo sottolineare l’importanza di riattivare al più presto tutte le buone pratiche di consumo plastic-free adottate negli ultimi anni, sia in ambito lavorativo che casalingo”, ha concluso.