Un italiano su due non partirà per le ferie

Poco meno di un italiano su due non partirà per le ferie: il rito di sempre verrà sacrificato a causa della falcidiante crisi economica che non consentirà di fare vacanze.

Chi si muoverà lo farà prevalentemente con la propria auto (78%), pochissimi sceglieranno l’aereo (12%) né tanto meno il treno (11%), mentre auto a noleggio e camper saranno delle opzioni molto più praticabili rispetto al passato (6%).

È la fotografia degli italiani nell’estate del Covid-19 scattata per Facile.it dalla società di ricerche mUp Research e Norstat rilanciata dal portale l’agenziadiviaggi.it che ha esaminato le tendenze e le modalità delle vacanze degli italiani al tempo del coronavirus.

La rinuncia alle ferie per oltre 10,5 milioni di italiani (47%) è sicuramente il dato più allarmante per l’industria del turismo organizzato, solo in parte compensata da quel 53% di connazionali che al contrario e seppur con qualche rinuncia anche logistica, partiranno comunque.

E le sistemazioni prescelte saranno in prevalenza alberghi o villaggi turistici (33%), la seconda casa di proprietà (20%) o le case vacanze (13%). Mentre per i bed & breakfast (9%) e i campeggi (3%) sarà una stagione molto magra.

Per quanto riguarda la meta, il mare italiano con tutte le precauzioni già stabilite da protocolli sanitari, e la montagna sono le due location pole position. Lo scaglionamento e le prenotazioni online di un posto in spiaggia sono modalità molto apprezzate dai giovani (tra i 20 ed i 35 anni) e dalle famiglie, sia perché molto inclini all’utilizzo di internet e delle app sugli smartphone, sia perché è come se ci fosse già acquisita la consapevolezza e la responsabilità di pensare al relax estivo con nuove dinamiche e nel rispetto reciproco delle tutele igienico-sanitarie. Mentre fortemente contraria (41%) a queste nuove inevitabili misure è la fascia d’età tra i 50 ed i 65 anni.

In buona sostanza, i codici di autodisciplina che vengono di fatto suggeriti da tutti gli operatori della filiera rappresentano per un certo tipo di clientela un modus vivendi da accettare per non rinunciare alla vacanza, mentre per una fascia ristretta di italiani, sono limiti che scoraggiano la scelta di un soggiorno al mare, dirottando un nutrito numero di turisti a opzioni come la montagna dove il distanziamento fisico è sempre esistito e diventa un plus destinato ad avere il suo peso in questa anomala estate.