Coldiretti, calo delle presenze dell’80% in agriturismo per il ponte del 2 giugno

Un calo delle presenze dell’80% in agriturismo per il ponte del 2 giugno che è la prima occasione per fare una scampagnata nel verde, anche se solo in regione, dopo che il lockdown da coronavirus ha fatto saltare i tradizionali appuntamenti del lunedi di Pasqua, del 25 aprile e dell’1 maggio. E’ quanto stima la Coldiretti rispetto allo scorso anno sulla base delle prenotazioni indicate da Terranostra, in occasione del ponte della Festa della Repubblica.

La ripresa procede con grande rilento anche per il turismo nelle campagne con grandi difficoltà per l’offerta di alloggio mentre l’attività di ristorazione è ridotta al minimo anche se gli agriturismi spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

Dal pranzo sul plaid con i piedi sull’erba, all’agri-aperitivo a bordo piscina o tra i filari, ma c’è anche chi si è attrezzato per ospitare i commensali nel granaio, tra i vigneti e chi propone invece il kit con tutto l’occorrente per una grigliata in famiglia. Sono molte le curiosità proposte per l’occasione negli agriturismi con distanziamento naturale, sicurezza e intraprendenza che sono le parole chiave del nuovo inizio ‘post Covid’ degli agriturismi aderenti a Campagna Amica-Terranostra, la rete degli agriturismi di qualità promossa da Coldiretti.

L’Italia è leader mondiale nel turismo rurale con 24mila strutture agrituristiche diffuse lungo tutta la Penisola in grado di offrire 253mila posti letto e quasi 442 mila posti a tavola per un totale di 14 milioni di presenze lo scorso anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat. Ma senza una decisa svolta l’agriturismo rischia di perdere un miliardo di euro nel corso del 2020 secondo la Coldiretti. A pesare è il calo della domanda interna in attesa dell’apertura agli sconfinamenti tra regioni il 3 giugno ma anche il crollo del turismo internazionale con gli stranieri che rappresentano il 59% dei pernottamenti complessivi nelle campagne. Senza dimenticare le cancellazioni forzate delle cerimonie religiose (cresime, battesimi, comunioni, matrimoni) che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno e la stop alle attività di fattoria didattica in collaborazione con le scuole.

“L’agriturismo svolge un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy nella Fase 2 perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità per la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane per garantire il rispetto delle distanze- sostiene Diego Scaramuzza presidente di Terranostra nel precisare che- in quasi 2 comuni italiani su tre sono presenti strutture agrituristiche con una netta prevalenza dei piccoli comuni dove nasce il 92% delle tipicità agroalimentari Made in Italy. E con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa evitare il pericoloso rischio di affollamenti al mare o nelle città”.