Prosegue la corsa del carrello della spesa

Secondo i dati provvisori di maggio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un calo dello 0,1%, ma il carrello della spesa sale a +2,6%.

“Prosegue la corsa del carrello della spesa. I prezzi dei beni dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, gli unici acquisti che gli italiani potevano effettuare anche durante il lockdown, continuano a salire: da febbraio ad oggi sono aumentati di 8,6 volte. Da un rialzo annuo registrato a febbraio dello 0,3%, sono più che triplicati a marzo, segnando un +1%, saliti al 2,5% di aprile, per attestarsi ora a +2,6%. Purtroppo, mentre la deflazione non ha alcun effetto pratico sulle tasche degli italiani, il carrello incide sul loro portafoglio, aumentando il costo della vita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Una stangata per le famiglie già provate dalla Cassa integrazione e dalla chiusura delle attività. Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, in teoria la deflazione dovrebbe portare ad una riduzione della spesa di 95 euro, ma in pratica, visto che gli italiani non hanno potuto sfruttare il risparmio di 229 euro per la voce trasporti, quello che incide è solo il carrello della spesa, che a +2,6% implica un aumento del costo della vita, per i soli acquisti di tutti i giorni, di 220 euro su base annua, 206 euro per gli alimentari. Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo per le compere quotidiane è di 193 euro, 180 euro per il cibo, per una famiglia media sono, rispettivamente, 160 e 150 euro. Per un pensionato con più di 65 anni, sono 101 euro per le spese obbligate del carrello e 96 euro per i beni alimentari” conclude Dona