Investimenti pubblicitari sul web in forte aumento

“Dalla seconda metà di marzo il mercato pubblicitario on-line è stato interessato da una significativa contrazione della domanda, imputabile in particolare alle aziende appartenenti ai settori merceologici più colpiti dall’emergenza Covid-19 (fra di essi: Automotive, Abbigliamento, Turismo & Viaggi ) e dalla parallela limitazione dell’offerta. Ci riferiamo soprattutto al venir meno di eventi e manifestazioni, con particolare riferimento a quelli legati al mondo dello sport”. Lo segnala l’Osservatorio Fcp-Assointernet in una nota sui dati di marzo e del primo trimestre sulla pubblicità online, con il commento del presidente Giorgio Galantis.

“Gli investimenti pubblicitari on-line del mese di marzo, rilevati attraverso l’Osservatorio Fcp-Assointernet coordinato dalla società Reply, hanno registrato un – 20,4%, a fronte dei precedenti parziali positivi di gennaio (+ 5,7%) e febbraio (+ 4,1%). Il 1° trimestre 2020 si è chiuso con un – 5,6% e con un risultato positivo di crescita della fruizione on-line tramite smartphone: + 4,6%.

E’ il gelato il sogno proibito di nove italiani su dieci dopo il lockdown

E’ il gelato il sogno proibito di nove italiani su dieci dopo il lockdown, con il boom dei consumi che, anche in Liguria, è favorito dal grande caldo e dalla voglia di passeggiare all’aria aperta.

Nonostante le difficoltà della Fase 2 è il settore ripartito con più decisione, che ha iniziato ad impattare positivamente, a livello locale, anche sulle imprese fornitrici di materie prime a km0, quali, ad esempio latte e frutta.  A sostegno dei consumi di coni e coppette si aggiunge, inoltre, un 2020 che con una temperatura superiore di 1,41 gradi la media storica, si classifica, fino ad ora, come il più caldo da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1800.

Di gelato ne consumiamo oltre 6 chili a testa all’anno e ad essere preferito è di gran lunga quello artigianale, nei gusti storici liguri, anche se cresce la tendenza nelle diverse gelaterie ad offrire “specialità della casa” che incontrano le attese dei diverse target di consumatori, seguendo i pilastri delle produzioni locali. Nella sua storia  la Liguria ha avuto un ruolo fondamentale sull’origine e sulla valorizzazione di questo prodotto senza tempo a livello mondiale: fu infatti il genovese Giovanni Bosio, che nel 1770 aprì la prima gelateria italiana artigianale a New York, ad esportarlo oltre oceano, rendendo famosa la Panera, antica prelibatezza semifredda ligure preparata per far consumare il caffelatte in estate ai bimbi, e aprendo la strada alla moda dell’ice cream americano.  Altrettanto noto anche all’estero è poi il famoso Paciugo, un gelato molto ricco, miscuglio di gusti differenti, che si vuole nato dalla fantasia di una gelataia di Portofino nel primo Novecento.

“Sono molti coloro che, dopo un lungo periodo tra le mura domestiche, – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – hanno colto l’occasione di difendersi dal caldo con coni e coppette durante le passeggiate all’aria aperta e nelle prime giornate al mare, o che l’hanno scelti durante la settimana per le pause dal lavoro. Ad essere preferito è di gran lunga il gelato artigianale ed è sempre più apprezzata la produzione delle nostre Agri-gelaterie, dove dalla stalla alla coppetta, è garantito l’utilizzo di ingredienti di qualità interamente Made in Liguria. Le gelaterie artigianali permettono al consumatore di scoprire gusti particolari grazie ad ingredienti locali  quali, ad esempio,  zafferano, sciroppo di rosa, amaretto di Sassello, chinotto, miele locale e basilico genovese DOP,  offrendo così vere e proprie “specialità della casa”. Va però ribadita che alla base della qualità del gelato c’è sempre la scelta degli ingredienti: nelle nostre agrigelaterie ne è quindi particolarmente curata la selezione, dal latte alla frutta, che sono rigorosamente freschi con gusti a “chilometri zero” che non devono essere trasportati con mezzi che sprecano energia ed inquinano l’ambiente”.  

La crisi epocale degli editori, é buio nel tunnel

Otto milioni di copie vendute in meno nel solo settore della varia (saggistica e fiction) con circa 134 milioni di euro di fatturato già persi nei primi quattro mesi dell’anno, concentrati tutti tra marzo e aprile.

Sono i numeri della crisi che ha travolto l’editoria italiana, secondo una ricerca dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con Nielsen e IE-Informazioni Editoriali, e che, tra le altre cose, fotografa l’ascesa degli store online, oggi primo canale di acquisto dei libri con una quota pari al 47%.

“Siamo di fronte a una crisi epocale. La perdita di reddito delle famiglie conseguente alla caduta del Pil, -8% annuo secondo le stime del governo, porterà a una riorganizzazione della spesa di cui vediamo già oggi i segnali e che, se non contrastata attraverso un forte sostegno alla domanda, potrebbe avere un impatto drammatico sul nostro settore con forti ricadute sull’occupazione – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi -. Sommando gli effetti del lockdown con la caduta della domanda nella seconda parte dell’anno, temiamo che l’intero mercato del libro (fiction, saggistica, ma anche libri scolastici, universitari e professionali più la vendita dei diritti) possa chiudere il 2020 con un pesantissimo calo di fatturato quantificabile tra i 650 e i 900 milioni rispetto ai 3,2 miliardi complessivi del 2019”.

“Non si esce da questa crisi senza una forte presa di consapevolezza da parte di istituzioni e operatori. La partita non è chiusa – continua Levi -: sia pure nelle difficoltà, le imprese stanno reagendo e un forte sostegno alla domanda, tramite bonus alle famiglie e acquisti delle biblioteche, può ancora avere significativi effetti. Se faremo presto”.

A Pisa si impara a diventare specialisti in cybersecurity

Prende il via a settembre presso l’Università di Pisa il corso di laurea magistrale in “Cybersecurity”. Si tratta – scrive l’Ateneo in una nota – del primo corso di laurea in Italia a offrire una formazione completa non solo sui classici aspetti legati al software, come la sicurezza di dati, programmi, sistemi operativi e sistemi di comunicazione, ma anche su quelli che riguardano l’hardware, come dispositivi elettronici, propagazione del segnale e i sistemi biometrici. Il corso di laurea magistrale sarà gestito congiuntamente dai dipartimenti di Ingegneria dell’Informazione e di Informatica dell’Ateneo pisano.

“Il cyberspazio ha le sue fondamenta nel mondo fisico – commenta GianLuigi Ferrari, direttore del dipartimento di Informatica – Tutti i sistemi informatici sono realizzati utilizzando i circuiti integrati (hardware) presenti in tutti i moderni dispositivi elettronici. I circuiti stanno diventando più veloci, più economici e più potenti, e ciò ha permesso lo sviluppo di tecnologie chiave come l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things e i sistemi autonomi, da cui la crescita economica e la sicurezza nazionale dipendono sempre di più. Ne segue che la fiducia incondizionata nell’hardware non è più un’opzione sostenibile. Una componente fisica compromessa può minare tutti gli strati superiori della sicurezza informatica di un sistema, con effetti devastanti. La sicurezza hardware, pertanto, si concentra sulla protezione dei sistemi dalle vulnerabilità a livello fisico dei dispositivi. In questi sono inclusi anche i sistemi biometrici, come per esempio i sistemi per il riconoscimento delle impronte digitali o il riconoscimento facciale”.

“Italia in the World”, il primo Festival del docufilm italiano nel mondo

Un tributo alla “rinascita” del Paese con testimonianze, storie e progetti, documentate in soli 120 secondi, per rendere onore alla forza e all’impegno italiano contro la pandemia. Storie di chi è sopravvissuto, di chi ha aiutato gli altri. Testimonianze di chi ha avuto il coraggio di convertire la propria attività, l’azienda, la professione.  Ma anche i progetti per studiare, socializzare e ripartire in modo nuovo.

E’ “Italia in the World”, il primo Festival del docufilm italiano nel mondo. Il Festival si é aperto con un contest dedicato alle videotestimonianze del rimpatrio dei connazionali accompagnate da live on line da tutto il mondo per gli sos degli italiani bloccati all’estero durante la pandemia da Covid 19 e dal Flash Mob #IoRientroACasa.

Il primo novembre si svolgerà la cerimonia di premiazione del VI trofeo “Globo Tricolore” con la regia del musical “W L’Italia”. Per questa VI edizione, Patrizia Angelini, direttrice artistica e fondatrice del Festival, ha ricevuto l’onoreficenza del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. Gli elaborati dovranno giungere entro il 15 giugno.

Ecco i fleet di Twitter, ‘storie’ realizzate con testi, foto o video

Durano lo spazio di un giorno e poi scompaiono. Sono i fleet di Twitter, ‘storie’ realizzate con testi, foto o video che rimangono visibili ai follower (o a tutti se il profilo è pubblico) per 24 ore. Non ci sono retweet e nemmeno ‘mi piace’ e le risposte sono solo in privato.

La nuova funzionalità, molto simile a quella di altri social, come Instagram, rende più ‘libera’ la condivisione del proprio pensiero, senza l’ansia da pubblico apprezzamento. Creare i fleet è semplice: basterà cliccare sulla propria icona in alto a sinistra, il contenuto potrà essere un testo accompagnato da foto o video, oppure solamente di tipo multimediale, e poi cliccare su pubblica ‘fleet’ e il gioco è fatto.

Mo Al Aladham, Twitter Group Product Manager, ha rivelato al ‘Corriere’ come al momento “l’Italia sia l’unico Paese, oltre al Brasile, in cui sarà possibile sperimentare la nuova funzionalità”, “valuteremo in seguito se rilasciare Fleet in tutto il mondo”.

La novità, ovviamente, non ha lasciato indifferenti gli utenti. L’hashtag ‘fleets’ staziona nelle zone alte della graduatoria delle tendenze. E a giudicare dai tweet, la svolta non è promossa all’unanimità. Molti avrebbero gradito un’altra novità: “Caro Twitter, oltre ai fleets potresti anche partorire la funzione modifica per i Tweet? Grazie”.

“La montagna a casa”, riflettori puntati sulle Apuane

Dallo scempio dell’ambiente di pregio delle Apuane causato dall’escavazione del marmo alla storia della Capanna Regina Margherita, fino ad arrivare a due nuovi video-itinerari nel Parco Nazionale dello Stelvio e al racconto di una spedizione “artistica/naturalistica/esplorativa” sulle Alpi. Anche questa settimana è ricca di spunti interessanti la rassegna cinematografica on line “La montagna a casa”, promossa dal Club alpino italiano in collaborazione con Sondrio Festival, Museo nazionale della montagna e Parco Nazionale dello Stelvio.

Sul canale Youtube del Cai andranno in onda quattro film nell’arco di tre giorni. Si inizia oggi (mercoledì 27 maggio) alle 21 con Aut out di Alberto Grossi, al quale seguirà, alle 21:30, Il cantiere sopra le nuvole di Adalberto Frigerio (repliche il giorno dopo alle 17:30 e alle 18). Giovedì 28 maggio full immersion nel Parco dello Stelvio, con i video-itinerari Il giro ad anello in Valle dei Forni alle 21 e Il ghiacciaio della Sforzellina: un laboratorio a cielo aperto alle 21:30, entrambi di Alessandro Rigamonti e Donato Moretti (repliche il giorno dopo alle 17:30 e alle 18). Infine venerdì 29 maggio, sempre alle 21, toccherà a Parasol Peak di Johannes Aitzetmuller.

 

Aut out, film del 2010 ma sempre attuale, intende testimoniare lo scempio patito dal territorio delle Apuane, con quattro milioni di metri cubi di montagna asportati ogni anno, mentre Il cantiere sopra le nuvole(prodotto dalla Commissione cinematografica centrale del Cai, nome precedente dell’attuale Centro di cinematografia e cineteca del Sodalizio) racconta le tre estati (1978, ’79 e ’80) necessarie a costruire l’attuale rifugio, il più alto d’Europa. I video-itinerari sullo Stelvio questa settimana si concentrano entrambi sui ghiacciai, quello dei Forni e quello della Sforzellina, tra segni della Grande Guerra e regresso delle fronti a causa dell’emergenza climatica. Infine Parasol Peakè realizzato in presa diretta con una ensemble di musicisti impegnati in una spedizione sulle Alpi per registrare una serie di brani a varie altitudini e all’interno di diversi ambienti, unendo il suono degli strumenti a quello degli elementi naturali.

Tutti i titoli in programma saranno disponibili sul canale Youtube del Cai in prima visione, a partire dalle ore 21.00 del giorno indicato e fino a trenta minuti dopo la fine del film. Il giorno successivo saranno disponibili in replica a partire dalle ore 17:30, fino a trenta minuti dopo la conclusione. Ogni giorno alle ore 12.30 sui canali social del Cai e su loscarpone.cai.it sarà ricordato il film in programmazione alle ore 21.00 e quello in replica.

“I segreti di Buckingham Palace”, il nuovo libro di Enrica Roddolo

Il 2 giugno saranno 67 anni dalla solenne incoronazione, nel 1953, a Westminster Abbey a Londra della regina Elisabetta II, la sovrana dei record. Che nel 2015 ha sorpassato per durata del regno l’ava Vittoria, e a 94 anni festeggiati ad aprile è più salda che mai al timone del regno. In questa primavera 2020 ha dimostrato tutta la sua energica forza di guida e riferimento del Paese con i due discorsi tv in piena emergenza sanitaria.

E’ dedicato a lei, e alla Firm della famiglia Windsor come è chiamato il team reale di Londra, “I segreti di Buckingham Palace” il nuovo libro di Enrica Roddolo, firma del Corriere della Sera e storica della Royal family che ha dedicato ai reali europei diversi saggi e biografie. Il nuovo volume, edito da Cairo, in libreria dal 28 maggio, ripercorre la storia della reggia più famosa al mondo e la intreccia con la vita vissuta a corte in secoli di monarchia britannica, da re Giorgio III alla regina “nera” Charlotte, da Vittoria e il suo amore per il marito Alberto, a Carlo, Diana, Camilla. E ai giovani principi William ed Harry.

Un racconto che parte dal celebre balcone e arriva alla sala dei banchetti ufficiali, fino alla Music Room dove storicamente sono stati battezzati con acqua del fiume Giordano, gli eredi al trono.

Elon Musk dà il via ai voli spaziali per privati

Oggi, mercoledì 27 maggio 2020, inizia l’era dei voli spaziali commerciali. È il nuovo importante passo degli Stati Uniti nell’ambito della ricerca aerospaziale; il lancio del primo equipaggio umano con un’astronave americana costruita da un’azienda privata, la prima in partenza di nuovodal territorio americano, dal pensionamento degli Space Shuttle avvenuto nel 2011.

Si tratta della Crew Dragon della SpaceX del patron di Tesla, Elon Musk. Eccola mentre viene trasportata sulla rampa di lancio 39A della base Nasa di Cape Canaveral, in Florida, la stessa dell’Apollo 11 che portò il primo uomo sulla Luna.

Gli astronauti NASA Bob Behnken e Dug Hurley – entrambi al loro terzo volo spaziale – dal 13 maggio 2020 sono in quarantena non solo per la pandemia di Covid-19 ma per la procedura che prevede ogni lancio verso la Stazione spaziale internazionale, doveovviamente non si vuole correre il rischio di portare “ospiti indesiderati” come virus e batteri.

La missione Demo-2 ha il compito di testare definitivamente e convalidare il sistema di lancio di SpaceX composto dalla navetta Crew Dragon e dal razzo Falcon 9, parzialmente riutilizzabile, nell’ambito del programma Commercial Crew della NASA per dare il via a una nuova fase nell’ambito dell’esplorazione spaziale che ha l’obiettivo ambizioso di riportare l’uomo sulla Luna e arrivare anche su Marte.

Una curiosità: per la prima volta, a portare gli astronauti sulla rampa di lancio non sarà più lo storico pullmino della Nasa delle missioni Apollo, qui usato per l’ultima missione Shuttle, la Sts-135 ma una Tesla Model-X elettrica. La rivoluzione comincia anche da qui.