L’allarme di Bain & Company: “Il 30% di bar e ristoranti rischia la chiusura”

Già messi a dura prova dal periodo di lockdown, con l’introduzione delle misure restrittive in vigore nella Fase 2, il 30% di bar e ristoranti in Italia rischia la chiusura con la conseguente perdita di circa 250-300mila posti di lavoro. A lanciare l’allarme è l’ultimo studio di Bain & Company, che ha analizzato i dati di 40mila punti vendita, con interviste a circa mille esercenti in tutta Italia.

“Obiettivo dello studio è stato – spiega Bain & Company in una nota – analizzare non solo il costo già sostenuto ma, soprattutto, capire le implicazioni che le scelte attualmente in discussione avranno sul futuro di breve e di medio periodo di circa 320mila bar e ristoranti. Il settore, che rappresenta il 4% del totale Pil Italia e il 5% dei posti di lavoro, nei due mesi e mezzo di chiusura forzata ha già avuto un costo altissimo. In questo scenario le modalità di riapertura che saranno applicate nei prossimi mesi insieme alle altre misure di supporto, sia pubbliche sia da parte dell’industria, saranno determinanti per il futuro del settore”.

Da marzo a metà maggio la chiusura di bar e ristoranti ha già causato perdite di fatturato per circa 14 miliardi di euro, 1,6 miliardi in minori entrate fiscali, e messo a rischio circa 230mila posti di lavoro. Includendo le misure restrittive sulla riapertura, l’impatto sull’intero 2020 arriverebbe a oltre 30 miliardi.

Considerando gli effetti duraturi del lockdown e includendo le aziende che potrebbero non sopravvivere alla crisi, l’impatto totale a fine anno sarebbe di -40%/-50% di fatturato per il comparto di bar e ristorazione, ovvero circa 2 punti di Pil persi con circa 250-300mila posti di lavoro a rischio, con quasi 100mila bar o ristoranti in pericolo. Questo si tradurrebbe anche in minori entrate fiscali fino a 5 miliardi di euro, l’equivalente di circa il 15% della manovra di bilancio 2020.