Sette imprese su 10 hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali

Sette imprese su 10 hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali e stanno registrando forti criticità per l’accesso al credito. Per l’anno in corso si stima un crollo del fatturato del 42% rispetto al 2019 con il Turismo che fa registrare addirittura una contrazione del 66,3%. A tenere, si fa per dire, sono i servizi alle imprese che segnano “solo” un meno 40%. Sono i dati preoccupanti del dossier curato dalla Cna (Confederazione dell’artiginato) su un campione di 14mila imprese.

Lo studio boccia in particolar modo i provvedimenti del Governo sul tema del credito e liquidità: oltre il 70% esprime un giudizio molto negativo contro il 14,6% delle risposte positive. Circa il 95% delle imprese che hanno presentato domanda per il credito è ancora in attesa di una risposta. «Soltanto per la moratoria sui finanziamenti e per gli ammortizzatori sociali – spiegano dalla Cna – il 30% del campione ha espresso apprezzamento per le misure realizzate».

Scorrendo i numeri si legge che un’impresa su due, di quelle interpellate, ha fatto ricorso alla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi ma, ed ecco la contraddizione interna alle logiche del mercato «solo il 50% delle imprese che hanno presentato domanda per la moratoria sui finanziamenti ha ricevuto risposta positiva. Un amaro paradosso assolutamente illogico – commenta la Cna – che le imprese operanti nei settori sottoposti da subito al lockdown e con ricavi azzerati, non abbiano potuto beneficiare della sospensione. Infatti ha interessato solo il 65,9% del turismo, il 63,4% dei servizi per la persona, il 58,2% del commercio e il 53% della moda. La paralisi del sistema economico ha fatto esplodere il ricorso agli ammortizzatori sociali che ha riguardato il 69,3% delle imprese con dipendenti (il 51% per sospensione a zero ore). Il maggiore utilizzo si registra nel manifatturiero, a partire dalla moda (78,9%), produzione (78,6%), legno e arredo (78,4%) e servizi alla persona (77,5%)». Infine una precisazione: quasi la metà degli imprenditori è favorevole a una ripartenza graduale e non ad una riapertura immediata.