“Livello di vita soddisfacente”, le risposte della Psic: “Come ritrovarsi dopo la fase 1 di Covid19?”

Covid19 ci ha costretto a fermarci, ma ci ha anche insegnato che nelle soste si può imparare qualcosa. Il verbo sostare si può scomporre in so e stare, quindi tradurre in: io so stare, ho imparato a stare, stare dove ci trovavamo, e dove siamo ora.

Mentre siamo fermi possiamo entrare in contatto con il nostro mondo interiore, che spesso trascuriamo. Prenderci cura di lui.
Che cosa effettivamente sappiamo di noi stessi? Non è molto diffusa la consuetudine a farsi delle domande da soli sul proprio modo di funzionare; però il virus ha indotto questo tipo di domanda, perché ci ha messo nell’angolo.

Dobbiamo ammettere che comunque è una domanda adeguata, che ci permette di attivare il processo di ritrovarsi.
Quindi, mentre cerchiamo le risposte su che cosa abbiamo dentro, pensieri ed emozioni, dobbiamo aggiungere anche la ricognizione sui lati oscuri? Quali percepiamo essere i nostri lati oscuri, intesi ad esempio come comportamenti che ci fanno stare male, pensieri che ci mettono in difficoltà, segreti che teniamo dentro, competenze che non abbiamo.

Vi suggerisco di fare un elenco di quello che sentite dentro di voi, perché aiuta a fissare meglio le proprie idee ed emozioni, per poi lavorarci sopra successivamente, magari anche con un esperto.

Serve anche per imparare a conoscere meglio i propri tempi di vita. C’è chi tende a non avere soste e pause, neanche di riflessione, questa modalità però impedisce di entrare in contatto con il mondo interiore. Anche le pause fisiche sono utili per fare il punto della situazione nella normalità della vita quotidiana. E’ bello gratificarsi dei piccoli successi di tutti i giorni e sentirsi in diritto di rimediare le inefficienze che possono capitare.

C’è chi non avendo un adeguato livello di consapevolezza di sosta ne ha fatta una troppo lunga, è impantanato e non riesce a vivere la sua vita. Anche in questo caso fare luce su che cosa ha indotto a fermarsi, può fornire elementi utili a ripartire. L’essere umano è in eterno movimento, anche quando le difficoltà sembrano bloccarlo. E talvolta proprio lo immobilizzano come può succedere con determinate paure.

Il ritrovarsi contempla anche entrare in contatto con le ombre interiori, perché è normale che ci siano anche loro. Talvolta fanno davvero paura, sprigionano energia negativa che turba la nostra vita; ma fare finta di niente non aiuta, anzi sposta solo il peso che aumenta con il passare del tempo.
Sostare si può intendere anche come interruzione, avere tregua dai pensieri negativi. Non farsi tormentare, ma provare a gestirli, magari con un percorso di psicoterapia.

Infine, è importante ritrovarsi anche per le relazioni che abbiamo attorno a noi, più chiarezza avremo dentro e meglio ci muoveremo verso le persone che ci interessano, che ci fanno stare bene. Abbasseremo la probabilità di incorrere in delusioni, aspettative mancate, paure.

Se avete domande mi trovate via e-mail: info@giovannaferro.it
Giovanna Ferro, psicologa-psicoterapeuta