Tutti al mare, ma guardandosi a 5 metri di distanza

Tutti al mare, ma guardandosi a 5 metri di distanza, senza più il rito delle quattro chiacchiere al bar davanti a una birra fresca o al caffè. E armandosi di santa pazienza, tutti in fila per andare in bagno. Visto che ogni volta un inserviente dovrà provvedere a sanificare l’ambiente. Insomma, le spiagge affollate saranno un ricordo che forse non rimpiangerà chi potrà tornare a distendersi per prendere il sole. Ma non quelli che senza prenotazione il mare lo vedranno in cartolina. Perché l’estate all’insegna del coronavirus i nostri scienziati la stanno disegnando così.

Le linee guida non sono ancora definitive, ma ieri il Cts, il Comitato tecnico scientifico, i paletti sull’arenile li ha già piantati. Con la premessa che, almeno per gli esperti, di riaprire stabilimenti e spiagge libere prima di giugno non se ne parla. Poi le cose andranno in questo modo. Ogni postazione con ombrellone e due lettini avrà a disposizione 10 metri quadri, che significa mantenere una distanza di 5 da qualsiasi vicino. Stesso discorso se si noleggiano solo sdraio o lettini. In pratica negli stabilimenti potrà entrare la metà delle persone che abitualmente li affollano, soprattutto nei week end e nei mesi più “caldi”.

Quindi occorrerà trattare col gestore, magari sganciando un bel po’ di soldi, per ottenere un abbonamento stagionale e garantirsi un posto al sole. L’alternativa dei doppi turni per non scontentare nessuno sembra poco praticabile se bisognerà seguire le raccomandazioni degli scienziati, che chiedono di sanificare tutto ad ogni cambio della guardia.