Istanza riduzione aliquota IVA pasti pronti, la Confcommercio scrive a Conte

Illustrissimo Presidente, scrivo Lei questa mia a nome degli imprenditori di Confcommercio, per portare alla Sua attenzione una oggettiva difficoltà per il settore dei PE. Il delivery e l’asporto saranno ancora protagonisti nel prossimo futuro, si spera per lungo tempo, a costituire non solo un ammortizzatore economico o sociale ai bisogni in caso di nuovo lock down, ma come una vera e propria realtà produttiva avanzata, un nuovo servizio alla collettività per ulteriori bisogni, prima sottovalutati.

Seppur tutti noi, si auspichi una prossima serenità seppur rigorosa, abbiamo il dovere di vedere il futuro con una prospettiva di impresa efficiente e competitiva. Il continuo aggiornamento ai dispositivi, il ritorno in autunno agli spazi ridotti recuperati in esterno durante il periodo estivo, dovrà trovare le imprese preparate sia progettualmente che finanziariamente, pertanto Le chiedo di voler cogliere questa riflessione come uno tra i tanti spunti che arrivano nel suoi uffici dalla quotidianità. La somministrazione se consumata in loco è da considerare come una prestazione di servizi ed è sottoposta all’aliquota agevolata del 10 %. L’asporto e/o la consegna a domicilio sono assimilati alla “cessione di beni ” e scontano l’aliquota della singola tipologia di bene alimentare. ESEMPIO – Bibita 22% – Frutto 4% La vendita del piatto pronto sconta l’aliquota del 22%. Voglia accogliere l’istanza di ridurre quest’ultima al 10% equiparandola a quelle applicata durante il servizio in loco. Cordialità.

Lorenza Giudice, presidente Confcommercio Albenga, vice presidente provinciale Confcommercio Savona