1979: La “carezza” che trasforma i New Trolls in superstar del pop

Se il giorno di oggi, ma nel 1979, avessimo preso in mano un rotocalco illustrato avremmo visto una classifica dei 45 giri tutto sommato niente male.

Ci sono i Bee Gees al primo posto, rigenerati da “Saturday Night Fever” che ci riprovano con l’ottima “Tragedy” ma la magia, di lì a poco, scomparirà.

C’è Renatino nostro con “Il carrozzone” al secondo – canzone un po’ zuccherosa, a dire il vero – ma tuttavia emblematico del percorso dell’artista verso il mainstream.

La disco impazza ancora. Ed ecco Patrick Hernandez con la sua “Born to be alive” (terzo posto), successo strepitoso che mai più ripeterà e poi “Da ya think I’m sexy” di Rod Stewart (quinto), scopiazzata da una pezzo brasiliano ma nonostante questo capace di scalare le classifiche di tutto il mondo.

C’è dell’altro il classifica, ma quello che ci interessa è una bellissima ballata dei New Trolls, intitolata “Quella carezza della sera” che si trova all’ottavo posto.

La canzone è struggente ed è destinata a diventare un classico della musica italiana. Parla di una figlio e di un padre. E Vittorio De Scalzi la canta in maniera convincente.

Il singolo, che aveva come retro un’altra pregevole ballata (“Aldebaran”) sancisce il definitivo passaggio della band dalle atmosfere complesse del prog a quelle, forse più semplici ma non meno avventurose, del pop da classifica.

 

https://www.youtube.com/watch?v=SAr-n-aZZMY