L’editoriale/ Quando le regioni e comuni promulgano le ordinanze

La logica non può essere elusa. Se siamo in quarantena da 60 giorni vuol dire che il Sistema ha fatti i tamponi a gratis, senza farli. Siamo tutti tappati in casa da 2 mesi e quindi ci siamo separati da soli tra malati e sani. Il giochino lo abbiamo capito, il Governo, a Costituzione sospesa, promulga i suoi DPCM (è opportuno ricordarlo: queste sono misure di ultimo livello, non ancora leggi per capirci) secondo una coerenza che a questo punto non può lasciar venir meno pena la credibilità. Poi però demanda al successivo livello di comando eventuali aggiustamenti. E così regioni e comuni, alla bisogna, rimodulano entro certi limiti e promulgano le ordinanze. Questa è la nostra.

Un’ordinanza intera, per stendere la quale quasi nessuno di noi può immaginarsi quante persone tra Tecnici, impiegati, avvocati, scribi e messi ci siano voluti per “coprire” solo 14 giorni di comportamenti. Bisognerebbe andare all’archivio di stato per vedere se il gran consiglio del fascismo abbia mai pensato una cosa del genere ma credo di no perché pare che l’imperativo di oggi sia che “tutte le norme debbano essere vaghe” come dire ad interpretazione in maniera tale che prima di fare un passo ognuno di noi debba chiedersi “sarà lecito o sto commettendo reato?”

A parte da tempo sono aperte le librerie dove si sfogliano i libri in vendita bagnandosi le dita in corridoi stretti mi chiedo: ma una pizzeria, un ristorante o un bar, una gelateria, un fast food, un kebab o una sciamadda che oggi apre “da asporto” e che si sottopone alle torture per l’occupazione del suolo pubblico per il dehors perché può consegnare da portar via e non consentire di consumare ben distanziati sui tavolini lì fuori? Che differenza pratica c’è se me ne vado a casa a mangiare da solo o se me ne sto li a mangiare da solo a parte il mancato incasso del Servizio al Tavolo? Questi dehors, misurati al millimetro già oggetto d’odio e ricorsi dei vicini di casa, della concorrenza, delle arti belle, dei valori paesaggistici e sicuramente di qualche altro soggetto che ora non mi sovviene sono ancora leciti o no? 

Scarpe non te ne compri, se hai un erede Under12 però puoi veder schiumare il negoziante (Ciccio Tassistro) mentre te lo serve indicandoti il cartello che per te non ce n’è mentre il tuo cane dal parrucchiere ci va, il tuo cavallo può sgambarsi, il cinghiale è meglio che scappi perché l’attività venatoria è permessa. Nessun commento sulla liberalizzazione, finalmente, del Tiro con l’Arco e della sgroppata salutare a cavallo, del surf solitario da onda, senza doccia e già cambiati provenendo già belli liberi da casa perché i bagni restano chiusi. Ma in banca, a capire di persona che non si accede ai finanziamenti (non) garantiti dall’esecutivo, sempre e solo su appuntamento.

Certamente si può opporre ricorso a questa ordinanza, presso il TAR che è chiuso. Questo per spiegare in termini pratici cosa vuol dire “sospensione dei diritti”. E’ tutto garantito ma “dopo” adesso zitti e mosca, o così o reato e quindi sanzione, a volte il fermo, a volte la psichiatria, a volte la galera e poi, quando “tutto sarà andato per il meglio ché sicuramente ce la faremo” vedremo a chi tirare le orecchie. Vorrei aggiungere che presidenti di regioni, responsabili di province, prefetti, sindaci al momento anche volendo proprio non possono fare di più o di meglio, anche loro sono in quarantena ed anche per loro è in vigore il zitti & mosca.

Angelo Raimondo