Il mini libro scritto da Charlotte Brontë quando aveva 14 anni venduto all’asta a Parigi

E’ certamente un libro raro: misura solo 35 mm x 61 mm, ma soprattutto è stato scritto da Charlotte Brontë nel 1830 quando aveva 14 anni, Il libro da collezionisti è stato battuto all’asta per 600 mila euro. Dopo anni spesi cercando di recuperarlo, la Brontë Society è riuscita a ritrovare e ad aggiudicarsi un minuscolo volume. A raccontare la storia è stato il portale Rivistastudio.com

Ora il piccolo libro, che contiene tre brevi storie scritte a mano, tra cui una che potrebbe essere considerata, per trama e personaggi, anticipatrice di quanto verrà poi sviluppato in Jane Eyre, verrà custodito nel Brontë Parsonage Museum, l’ex casa di famiglia della scrittrice a Haworth, nello Yorkshire, che raccoglie già gli altri quattro volumi in miniatura sopravvissuti (il sesto facente parte della serie è andato perduto nel 1930).

Affinché la società riuscisse a recuperare l’opera, andata all’asta nel 2011 prima di perdersi per otto anni tra i privati, a molto è valsa la campagna pubblicitaria organizzata da Judi Dench e Jacqueline Wilson, grazie alle quali la Brontë Society ha ricevuto più di 100.000 euro tra donazioni e sovvenzioni da parte del National Heritage Memorial Fund. «Charlotte ha scritto questa raccolta in miniatura di racconti brevi per i soldatini con cui giocava insieme ai fratelli. E finalmente ora potrà tornare a casa sua, dopo 189 anni», ha dichiarato Ann Dinsdale, curatrice del museo.

Open day al quartier generale segreto di Luna Rossa

Sabato 7 dicembre 2019, Luna Rossa Prada Pirelli Team organizzerà l’Open Day dedicato a tifosi e appassionati presso la propria base sul Molo Ichnusa a Cagliari.

Durante la visita, i partecipanti avranno la possibilità di testare le proprie abilità come grinder, trimmer, rigger o timoniere. Per questioni logistiche e di sicurezza, il numero massimo di partecipanti è fissato a 750 persone.

Per chi volesse partecipare, sarà obbligatorio effettuare la registrazione compilando il modulo qui. “Se la procedura sarà eseguita con successo, seguirà una e-mail di conferma, contenente il codice di prenotazione, da presentare al momento dell’accesso alla Base. Non è necessario stampare il documento, è sufficiente mostrare il codice anche su dispositivi mobili”, fanno sapere dal team di Luna Rossa.

Il volo Easyjet da Berlino a Vienna ha fatto la storia: ecco perché

Il volo EasyJet EJU5841 decollato stamani alle 6:20 ha fatto storia, perché da oggi tutti i voli easyJet sulle rotte nazionali e internazionali saranno a impatto zero.

“Volare è importante, ne siamo convinti: ci permette di visitare altri paesi, passare del tempo con amici e familiari, incontrare di persona i partner d’affari e conoscere altre culture. Ma ci sono delle ripercussioni sul pianeta, ormai è accertato, quindi dobbiamo trovare il modo di controbilanciare questo effetto. Da oggi, tutti i voli EasyJet saranno a impatto zero, perché per ognuno di essi investiremo in progetti di rimboschimento e lotta alla deforestazione. Migliorare i voli aerei e renderli accessibili a tutti è nel nostro DNA, da sempre. Diventare la prima grande compagnia aerea al mondo a compensare le emissioni di CO2 dei voli aerei non è che un’altra tappa del nostro percorso”, spiegano dalla direzione di EasyJet.

Ford Mustang Mach-E: 100% Elettrica e con autonomia fino a 600 chilometri

Ford Mustang Mach-E: 100% Elettrica e con autonomia fino a 600 chilometri. L’Ovale Blu l’ha rivelata al Salone di Los Angeles, come aveva già anticipato. Mustang Mach-E incarna completamente lo spirito di Mustang e ne segue le linee aggressive e sportive, al tempo stesso prendendo ispirazione dalle Tesla per quanto riguarda il frontale e la calandra. Mustang Mach-E è immediatamente riconoscibile come ogni Mustang, grazie agli elementi distintivi come il suo lungo cofano, il design posteriore ribassato, i fari aggressivi e i fanali posteriori tri-bar.

Mustang Mach-E arriverà anche nella versione speciale GT, che esprime il lato performance più estremo di Mustang, puntando a un’accelerazione da zero a 100 km/h in meno di 5 secondi, con 465 CV e 830 Nm di coppia. Le due versioni di base, in arrivo nell’autunno 2020, vengono invece identificate con i nomi Standard Range ed Extended Range, disponibili sia con trazione integrale che con trazione posteriore. La Standard Range avrà una batteria da 75,7 kWh, l’Extended Range da 98,8 kWh, con prezzi che, negli Usa, aprtiranno da 45 mila dollari. Mach-E Extended Range a trazione integrale avrà una potenza di 337 cavalli e 565 Nm di coppia.

“Sussidiarietà e… PMI per lo sviluppo sostenibile”, il rapporto illustrato da Giorgio Vittadini

Come si colloca il mondo delle Pmi nel grande ambito dell’economia sostenibile, di quella che viene definita come sostenibilità? La Fondazione per la sussidiarietà ha redatto e pubblicato un interessante Rapporto dal titolo «Sussidiarietà e …Pmi per lo sviluppo sostenibile» che verrà illustrato giovedì 21 novembre 2019 alle 21 al Teatro Gassman Via IV Novembre Borgio Verezzi, Savona.

Ad introdurre e a moderare l’incontro di giovedì 21 novembre sarà Paolo Desalvo, presidente Cara Beltà. Partecipano Luciano Pasquale, presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria e Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria. Ad illustrare il rapporto sarà il professor Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidarietà.

Che cosa si propone la Fondazione con questa iniziativa e la stesura del Rapporto? Di fatto, dalla lettura, si comprende che viene formulata una interpretazione originale del tema, basato sulla centralità della persona e della sussidiarietà. Nelle piccole e medie imprese c’è uno stretto legame con il territorio, con un ruolo determinate nei processi che portano lo stesso a diventare “sistema territoriale” competitivo anche attraverso l’apertura internazionale.

E’ indubbio il ruolo cruciale delle Pmi che, con le istituzioni di loro principale riferimento, offrono e possono sempre più offrire, in particolare per la realizzazione dell’obiettivo 17 dell’Agenda 2030, che invita a promuovere partenariati tra soggetti pubblici, pubblico privati e nella società civile. Ma le Pmi non si limitano solo a questo. Stanno infatti già portando i diversi territori nei quali sono inserite, con tutti i loro abitanti, su percorsi di sviluppo sostenibile. Il Rapporto documenta il contributo determinante delle micro, piccole e medie imprese nell’esatta prospettiva dello sviluppo sostenibile, quindi spiega le caratteristiche proprie delle Pmi, lo stretto legame con il territorio, il senso del lavoro e il rischio d’impresa, ma anche la capacità di fare rete. Un contributo all’inquadramento dei problemi e come superarli verrà spiegato dal professor Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidarietà. Le imprese vincenti di oggi, secondo le evidenze contenute nel report, sono attive in settori green: dalle energie alternative al riciclo dei rifiuti che mettono in campo processi produttivi ecosostenibili nella propria filiera.

Il Rapporto della Sussidarietà, prima di Borgio Verezzi, è stato presentato a Rho (Milano), Lecco, Rimini, Fermo e Milano.

Per i 200 anni del Museo del Prado arriva il doodle di Google

E’ dedicato al bicentenario del museo del Prado di Madrid il “doodle” di Google di martedì 19 novembre. L’dedificio è uno dei più famosi del mondo. Il disegno che campeggia sulla homepage del motore di ricerca più famoso al mondo, fa sapere la stessa Google, è stato ideato dal fumettista Nate Swinehart.

Il Museo fu voluto da Carlo III di Spagna, che si affidò a uno dei suoi architetti preferiti, Juan de Villanueva. Il museo è tra i più celebri anche per la vasta collezione di opere custodita all’interno. Tantissime le grandi opere che racchiude, da Davide e Golia di Caravaggio al Ragazzo seduto di Manzano y Mejorada al Giardino delle delizie di Bosch, da Las meninas di Velazquez sino alle Tre grazie di Rubens, così come le armi de Il 3 maggio 1808, la fucilazione dipinta da Goya.

Tra gli artisti anche Fra’ Angelico, Andrea Mantegna, Raffaello Sanzio, Hieronymus Bosch, Rogier van der Weyden, Pieter Bruegel il Vecchio, El Greco, Pieter Paul Rubens, Tiziano.

In Russia la rinascita del convento San Teodoro a Pereslavl-Zalesskij

All’inizio del XX secolo, il chimico e fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij inventò un complesso procedimento per ottenere vivide e dettagliate fotografie a colori (vedi il paragrafo in basso). Voglioso di utilizzare questo nuovo metodo per documentare la grande varietà architettonica dell’Impero russo, intraprese numerosi viaggi nel periodo compreso tra il 1903 e il 1916. Lo racconta Russia Beyond.

La sua visione della fotografia come forma di educazione e di comprensione dell’esistente si è espressa con particolare chiarezza attraverso gli scatti di monumenti architettonici delle città storiche a nord-est di Mosca che formano il cosiddetto “Anello d’Oro”.

Tra queste spicca Pereslàvl-Zalèsskij (attuale popolazione: 38.700 abitanti), che Prokudin-Gorskij visitò nel 1911. Il mio lavoro di documentazione in città va invece dal 1980 al 2019. Secondo le fonti ufficiali, la città fu fondata nel 1152 dal principe Jurij Dolgorukij, che è anche considerato il fondatore di Mosca (nel 1147). Coloni provenienti dalla capitale medievale di Kiev si erano trasferiti in quest’area fin dall’inizio del XII secolo e si ritiene che il nome della città derivi dalla città di Perejaslavl (oggi Perejaslav-Khmelnitskij), vicino a Kiev. L’aggiunta di “Zalesskij” (“Oltre le foreste”) suggerisce che il nuovo insediamento si trovava in una fertile zona di campi e foreste nella Russia centro-settentrionale.

Delle numerose istituzioni monastiche della città, Prokudin-Gorskij dedicò molta attenzione al Monastero Fjodorovskij (di San Teodoro), situato nella periferia sud-ovest della città, vicino alla via che conduce a Mosca e convertito in convento femminile a metà del XVII secolo. La tradizione vuole che il Monastero Fjodorovskij si trovi sul campo di una feroce battaglia tra Mosca e Tver, la cui rivalità è una delle lotte chiave nella storia russa, durante i due secoli successivi all’invasione mongola del 1237-41.

A cavallo del XIV secolo, la posizione strategica di Pereslavl-Zalesskij sul fianco nord del principato moscovita attirò l’attenzione ostile del principato di Tver. Di conseguenza, avvenne una battaglia vicino a Pereslavl, durante la quale le forze del principe Jurij Danilovich di Mosca sconfissero le schiere del principe Mikhail Jaroslavich di Tver (1271-1318) l’8 giugno del 1304. Nel calendario della Chiesa Ortodossa questo giorno è consacrato a San Teodoro (Fjodor in russo) di Amasea, un ufficiale romano martirizzato per la sua fede cristiana nel 319 e considerato il santo patrono dei guerrieri. In segno di gratitudine per la sua vittoria contro Tver, il principe Jurij fondò un monastero e lo dedicò a San Teodoro. Va aggiunto che circa 14 anni dopo, il principe Mikhail di Tver fu ucciso per ordine di Mosca dall’onnipotente Khan Uzbek dell’Orda d’oro mongola. Il principe Mikhail fu canonizzato come martire dalla Chiesa nel 1547.

Fino al XVI secolo, ci sono poche informazioni sul Monastero Fjodorovskij. Probabilmente fu saccheggiato, insieme al resto della città, dal mongolo (tataro) Khan Tokhtamysh, durante la sua invasione della Russia del 1382. A metà del XVI secolo, Ivan il Terribile, frequente benefattore di Pereslavl-Zalesskij, diede supporto al monastero con la costruzione di una grande chiesa in mattoni, dedicata a San Teodoro.

Questa struttura monastica centrale era, in effetti, un’offerta votiva in occasione della nascita del secondo figlio di Ivan, Fjodor, nel 1557. Secondo i resoconti tradizionali, la moglie di Ivan, Anastasia Romanova, diede alla luce Fjodor vicino al monastero in un sito che sarebbe stato commemorato da una cappella in mattoni (fotografata da Prokudin-Gorskij). Con la morte di Fjodor nel 1598, la prima dinastia russa, quella dei Rjurikidi, terminò. Sebbene priva della forma stravagante di San Basilio sulla Piazza Rossa, la Cattedrale di San Teodoro è un punto di riferimento nel consolidamento dell’architettura ecclesiastica moscovita del XVI secolo. La sua massiccia struttura in mattoni sale su fino cinque cupole , secondo uno schema architettonico tipico per l’inizio del XVI secolo.

Le facciate sono tripartite, e ognuno di questi elementi culmina in un timpano semicircolare, noto come zakomara. Il lato est è costituito da un’abside divisa in tre parti, con l’altare maggiore al centro. Il lato ovest ha un nartece, successivamente convertito in galleria.

Nel corso dei secoli, la cattedrale fu modificata numerose volte. Per facilitare la manutenzione, i timpani zakomara curvi furono ricoperti nel 1800 con un tetto in metallo a quattro pendenze che è parzialmente visibile nella vista nord-occidentale di Prokudin-Gorskij dell’insieme architettonico. Durante i restauri della cattedrale nel 1880, delle cappelle furono aggiunte a nord e sud. Contengono altari secondari dedicati all’icona della Vergine di San Teodoro e, dal 1903, a San Serafino di Sarov.

L’interno della cattedrale fu dipinto nel tardo XVI e nel XVII secolo, ma gli affreschi furono danneggiati dagli incendi. Una riverniciatura degli interni nella prima metà del XIX secolo subì gravi danni durante il periodo sovietico. Tuttavia, sono sopravvissuti grandi frammenti, come mostrano le mie fotografie. Quando e perché il monastero Feodorovskij è diventato un convento? Nel 1608, la città e i suoi monasteri furono saccheggiati dalle forze polacco-lituane, durante l’interregno dinastico noto come Periodo dei torbidi. Furono necessari decenni per riprendersi dalle distruzioni, e alla metà del XVII secolo, il monastero si trovò di fronte a un drastico calo di monaci.

Dopo un’epidemia di peste nell’area, all’inizio degli anni Sessanta del Seicento, in città rimasero molte donne e ragazze sole, la cui unica possibile fonte di sostegno era la chiesa. La mancanza di spazio nei conventi esistenti e il forte bisogno degli indigenti portarono alla decisione del patriarca, sostenuta dallo zar Alessio Mikhailovich, di convertire il monastero maschile, in gran parte vuoto, in un convento femminile nel 1667.

Successivamente, il convento Fjodorovskij divenne un luogo molto vitale e nel XVIII secolo fu un centro d’avanguardia per la tessitura, il ricamo, la ceramica e la pittura di icone. Pietro il Grande, un frequente visitatore di Pereslavl-Zalesskij, conobbe la badessa Natalja Vzimkova e fece donazioni al convento. Si interessò anche in modo particolare allo sviluppo della produzione di tessuti del convento. Il convento ricevette ulteriori donazioni dall’amata sorella di Pietro, Natalia Alekseevna, figlia dello zar Alessio e di Natalia Naryshkina (altra sostenitrice del convento). Con il suo appoggio, il convento si arricchì di una chiesa refettorio, dedicata alla Presentazione al tempio (1710) e di una chiesa infermeria, dedicata all’Icona della Vergine di Kazan (1714), fotografata da Prokudin-Gorskij.

Due ali di chiostri in mattoni, originariamente costruite nel XVII secolo e ricostruite nel XIX secolo, sono state ora riportate alla loro forma del XVII secolo. Nel 1681, il territorio del convento era racchiuso da un muro di mattoni che è magnificamente visibile nella vista da sud-ovest di Prokudin-Gorskij, ora quasi interamente oscurata dagli alberi lungo la strada per Mosca.

Sebbene non vi fossero risorse sufficienti per costruire la abituale chiesa sopra la porta d’ingresso principale, un campanile e una piccola cappella dedicata a San Teodoro con un pozzo sacro, furono edificati qui originariamente alla fine del XVII secolo. Sono in primo piano nella vista nord-occidentale del convento di Prokudin-Gorskij.

Alla fine del XIX secolo, il Convento Fjodorovskij aveva ben 400 suore e novizie sotto la supervisione di Madre Evgenija (1832-1920), che fu madre superiora dal 1875 al 1916. Chiuso nel 1923, il convento fu utilizzato per vari scopi durante l’era sovietica, tra cui una colonia per bambini abbandonati e alloggi per i lavoratori.

La Cattedrale di San Teodoro continuò a servire le necessità religiose della parrocchia fino alla sua chiusura, nel 1928. Nel 1930, il campanile del convento, costruito nel 1704 e visibile nelle fotografie di Prokudin-Gorskij, fu demolito.
Ritornato alla Chiesa ortodossa nel 1998, il Convento Fjodorovskij è ora di nuovo attivo come centro spirituale. I lavori di restauro hanno prodotto risultati impressionanti, aiutati dal valore documentario eccezionale delle fotografie di Prokudin-Gorskij.

A Nanchang in Cina un “raduno artistico” di droni da lasciare a bocca aperta

L’evento aveva lo scopo di promuovere lo sviluppo del settore dell’aviazione cinese ed è stato un vero successo.

Non capita tutti i giorni di assistere a una manifestazione del genere: un “raduno artistico” di droni. Nel cielo di Nanchang è apparso un gigantesco jet fatto di droni luminosi. Da lasciare a bocca aperta anche le altre coreografie che hanno creato splendidi giochi di luce e riflessi nell’acqua sottostante. Per l’esattezza sono stati fatti volare circa 800 piccoli velivoli controllati a distanza e dotati di luci che, per la cerimonia di chiusura dello show, hanno incantato gli spettatori unendosi in forme davvero inaspettate.

Una cerimonia in grande stile, dunque, per mostrare al mondo gli sviluppi e i progressi compiuti dalla città cinese in campo aeronautico, con novità e velivoli di tutti i tipi, da quelli civili a quelli spaziali, passando appunto per i droni.

“Voci di anime scalze” per un sacco di emozioni al teatro Sacco di Savona

“Voci di anime scalze”. E’ il titolo dello spettacolo che sarà presentato sabato 23 novembre alle 21 al Teatro Sacco di Savona.

Protagonisti dello spettacolo saranno Loredana De Flaviis, Consuelo Benedetti, Daniela di Gregorio, Graziella Tufo, voce Lorena De Nardi, scene e costumi Carlo Senesi, scelta dei testi e coordinamento Cloris Brosca.

In una scena semivuota – come la mente prima di essere disegnata dai pensieri – appare Maram al-Masri, o meglio, l’attrice che la interpreta. Racconta, semplicemente, della sua vita e del nodo di violenza a cui la sua vita è rimasta incagliata… fino al momento in cui quel nodo diventa strumento per riconoscere le storie di altre donne così simili alla sua. Nel vuoto, ora pieno di vita, affiorano, una dopo l’altra, altre immagini femminili, voci che si avvicendano, si accavallano, cantano – in sussurri o grida troppo spesso implose – di vite ferite, sfigurate, maltrattate. La poesia di Maram allora – la sua “partecipazione alla vita di tutti”, la sua “presa in carico della gioia e del dolore di tutti” – diventa, nella narrazione di tante storie di abusi e sopraffazioni sia fisiche che morali, “la rivelazione folgorante che la bellezza non esclude la bruttezza, ma la supera e la assimila…” in una performance in cui l’amore pur sotterrato, pietrificato, ma vivo sotto il dolore, fa sentire la sua voce e coraggiosamente si racconta. Poesia e canto per raccontare storie universali di antica violenza, dove si trovano le donne ma anche interi popoli, bambini, anziani, gli umiliati di ogni paese. “La poesia è bellezza, è il superamento di ogni oppressione…”.

L’ispirazione è Maram Al Masri, grande poetessa siriana ora esiliata a Parigi, che con parole d’incanto, attraversando il dolore, alza un inno alla vita, alla consapevolezza della condizione femminile, al superamento di ogni umiliazione. Con le Voci del Teatro dell’Albero entriamo nella magia del mondo poetico di una donna che ha saputo trovare le parole per andare oltre la sofferenza e intravedere la luce e la forza del riscatto. Come dovrebbe essere per tutte.