Torna l’iniziativa “Musei gratis”

L’iiniziativa riguarda un gran numero di parchi archeologici e musei su tutto il territorio italiano. Come vi abbiamo accennato, a rendere gratuito l’ingresso saranno moltissimi siti, come Castel Sant’Angelo, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Palazzo Corsini. Ci sono poi gli Scavi di Ercolano, la Reggia di Caserta, i Musei Reali di Torino, la Pinacoteca di Brera, il Real Bosco di Capodimonte a Napoli.

Le cose da vedere non mancano e il bello è che non è per forza necessario essere a Roma o a Milano per aderire all’evento Prima Domenica del mese gratis al Museo. Ci sono infatti tantissime città di provincia che ogni prima domenica del mese aprono i loro musei per la visite gratuite. Per accedere alla lista completa dei musei gratis clicca qui. L’elenco fornito è diviso regione per regione per una più facile consultazione.

Nel 2019 spenderemo 41 miliardi di dollari per comprare gadget hi-tech

Nel 2019 le persone nel mondo spenderanno 41 miliardi di dollari per comprare gadget hi-tech indossabili come smartwatch, auricolari e vestiti. A formulare la stima sono gli analisti di Gartner, secondo cui la cifra salirà a 52 miliardi nel 2020 e a 63 miliardi nel 2021.

A trainare il mercato, come riporta l’Ansa, saranno gli smartwatch, per i quali quest’anno si spenderanno 17 miliardi di dollari. “Molti utenti di bracciali da fitness stanno passando agli smartwatch”, spiega l’analista Ranjit Atwal. I marchi leader sono Apple Watch e Samsung Galaxy Watch, che detengono la fascia premium del mercato, ma i “prodotti più economici come quelli di Xiaomi e Huawei controbilanceranno gli smartphone costosi. Di conseguenza, il prezzo medio degli smartwatch diminuirà del 4,5% tra il 2020 e il 2021”.

Al secondo posto tra gli indossabili più venduti ci sono gli auricolari e le cuffie ‘smart’, con 7,9 miliardi. Qui a dominare sono gli AirPods di Apple, seguiti dai Galaxy Buds di Samsung, gli AirDots di Xiaomi, i SoundSport di Bose e dalla new entry Amazon. Al terzo posto si trovano i visori, con 7,2 miliardi. Fuori dal podio si piazzano gli sports watch (4,1 miliardi) e i bracciali da fitness (3,2 miliardi), due prodotti più a buon mercato rispetto agli smartwatch. Chiude la classifica l’abbigliamento smart. Tra scarpe e vestiti, la spesa in questa tipologia di dispositivi da polso si attesterà nel 2019 a 1,1 miliardi di dollari.

Il “Libro dei Fatti 2019” racconta l’Italia e il mondo che cambia

Un volume di quasi mille pagine. Anche quest’anno a raccontare il mondo che cambia c’è “Il libro dei fatti 2019”, realizzato da Adnkronos Libri. Pagine ricche di informazioni utili, ma anche di curiosità sul concluso anno 2018, con un non trascurabile
apparato iconografico (le immagini sono di Adnkronos e Fotogramma).

Diviso in 30 sezioni – dalla religione alla politica, dallo sport alla scienza e all’economia, dalla salute all’istruzione – fornisce dati, statistiche, anniversari e persino quiz per allenare la memoria. L’edizione 2019 contiene pagine speciali, dedicate ai 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, e un settore sulla sostenibilità (è di moda, giusto aggiornarsi) con repertorio di dati e notizie
su natura, ambiente, meteorologia.

Per l’Italia, in evidenza le elezioni del 4 marzo 2018, che portarono al governo cinquestelle e Lega (sembra già archeologia) e il crollo del Ponte Morandi a Genova, il 14 agosto 2018. Poi l’omicidio di Pamela Mastropietro, il cui cadavere sezionato, e in due
valigie, venne ritrovato nelle campagne di Pollenza il 31 gennaio 2018: tragico assassinio compiuto dal nigeriano Innocent Oseghale, che
diede origine agli spari razzisti di Luca Traini il successivo 3 febbraio.

Le notizie corrono sempre più sul filo della velocità e della tecnologia. Ma a fronte dei rischi dell’informazione della rete, la qualità delle notizie e la certezza delle fonti è la garanzia di successo di alcune realtà editoriali cartacee che ancora resistono, confermandosi ancora sulla cresta dell’onda.

Nave in fiamme nell’Egeo, premiato il comandante Pietro Sinisi

Il comandante della compagnia Costa Crociere Pietro Sinisi è stato premiato dalla Association for Rescue at Sea (AFRAS) per aver soccorso l’equipaggio di una nave da carico che stava andando a fuoco nel Mar Egeo. Il comandante Sinisi ha ricevuto il prestigioso riconoscimento nelle sale del Rayburn House Office Building, a Washington D.C., durante l’annuale cerimonia di premiazione del premio presentato dall’AFRAS.

Il premio conferito dall’associazione riconosce il valore del comandante Pietro Sinisi per aver prestato soccorso in mare durante un’emergenza del 21 novembre 2018, quando era in servizio a bordo di Costa Luminosa. Intorno alla mezzanotte di quel giorno la nave Costa – in navigazione a sud del Peloponneso, diretta verso il porto di Katakolon – riceve una richiesta di intervento da parte del Centro Coordinamento Soccorsi della Guardia Costiera greca. Al comandante Sinisi viene chiesto di prestare aiuto alla “Kilic 1”, nave da carico adibita al trasporto di pesce fresco, in grave difficoltà a causa di un incendio divampato a bordo. L’equipaggio di undici uomini viene tratto in salvo da un tender di Costa Luminosa, guidato dal Safety Officer Marco Genovese, e poi trasbordato su un’altra nave mercantile precedentemente coinvolta nelle operazioni da parte della Guardia Costiera greca.

Deviando la rotta della propria nave, il comandante Sinisi riesce a completare con successo l’operazione di soccorso nonostante il denso fumo che proviene dalla nave e le condizioni meteo-marine avverse, con vento a trenta nodi e onde alte due metri.

“Sono davvero orgoglioso di ricevere questo premio prestigioso che riconosce l’assistenza e il supporto in mare. Voglio innanzitutto ringraziare l’Association for Rescue at Sea per il riconoscimento, poi la Guardia Costiera greca e il Centro di coordinamento per il salvataggio del Pireo che hanno permesso lo svolgimento delle operazioni e fornito un supporto fondamentale” – ha dichiarato il comandante Pietro Sinisi – “Questo premio va al lavoro di squadra, senza il quale non sarebbe stato possibile portare a termine l’operazione di soccorso in quelle condizioni. In determinate situazioni è fondamentale, per un comandante, prendere le decisioni giuste nel minor tempo possibile. Ma è altrettanto importante saper fare lavoro di squadra per essere lucidi e precisi in momenti così delicati. Tutto questo non sarebbe possibile senza l’impegno di Carnival Corporation e di Costa Crociere, che offrono una grande preparazione permettendoci di affrontare qualsiasi evenienza”.
Pietro Sinisi, nato a Roma nel 1972, è in Costa Crociere dal 1995 ed è diventato Comandate nel 2008.

A Dubai i Campionati Mondiali Paralimpici di atletica leggera

Millequattrocento atleti in gara, cento Paesi rappresentati, in palio i titoli iridati ma anche i pass per i prossimi Giochi Paralimpici Estivi di Tokyo 2020: queste le premesse dei Campionati Mondiali Paralimpici di Atletica Leggera, in programma a Dubai dal 7 al 15 novembre.

La squadra azzurra in partenza per gli Emirati Arabi è composta da diciassette atleti, sei donne e undici uomini: Martina Caironi (100 e salto in lungo T63), Francesca Cipelli (salto in lungo T37), Monica Contrafatto (100 T63), Oxana Corso (100 e 200 T35), Arjola Dedaj (100 e salto in lungo T11), Assunta Legnante (getto del peso e lancio del disco F11), Luca Campeotto (400 T62), Giuseppe Campoccio (getto del peso F33), Marco Cicchetti (salto in lungo T44), Raffaele Di Maggio (400 T20), Emanuele Di Marino (400 T44), Diego Gastaldi (400 e 800 T53), Roberto La Barbera (salto in lungo T64), Simone Manigrasso (100 e 200 T64), Marco Pentagoni (salto in lungo T63), Oney Tapia (lancio del disco F11), Lorenzo Tonetto (lancio del disco F64).

L’innovazione fuori dai luoghi comuni, obiettivo raggiunto per Ampioraggio a Milano

A Milano si conclude un tour di appuntamenti che ha visto Ampioraggio presente in 8 iniziative da nord a sud. Obiettivo? Promuovere e consolidare l’idea di Ampioraggio e accelerare il progetto.

“Ho raccolto suggerimenti, opportunità e criticità di cui far tesoro nell’elaborare il documento che servirà a traghettarci verso il 2020 e tradurre in investimenti le tante richieste che stiamo avendo, da aziende e amministrazioni pubbliche – spiega in un post Giuseppe De Nicola – Siamo vicini a concretizzare un risultato che 3 anni fa non era neanche immaginabile, ma per farlo occorre ancora uno sforzo, piccolo ma fondamentale, per rendere questa idea un vero luogo comune di innovazione e un mezzo per portarla lontana dai luoghi comuni”.

Aggiunge De Nicola: “L’entusiasmo ora sarà alimentato anche da concretezza e organizzazione, per trasformare le energie positive in valore, investimenti, coesione territoriale, merito e sviluppo sostenibile. Continuando ad unire punti, dalle alpi al mediterraneo.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alle giornate Azimut e in particolare al Francesco Imperatore, che è stato capace di unire l’anima degli innovatori con il pragmatismo del mondo della finanza, offrendoci l’opportunità di uno spazio di visibilità e relazioni in questo grande evento”.

La storia/ Una pedalata di sette mesi fino in Cina con un amico non vedente

Niente visto e l’arrivo in Cina dopo una pedalata lunga sette mesi è finita per colpa della burocrazia. E’ la storia di tre
amici, di cui uno non vedente, partiti da Roma lo scorso marzo con un tandem e una bicicletta per arrivare a Pechino
proprio nel mese di ottobre, si sono purtroppo dovuti fermare prima dell’ultimo confine.

E’ l’avventura di Davide Valacchi, che ha perso la vista all’età di nove anni, Michele Giuliano e Samuele Spriano. I primi due sono partiti da Roma venerdì 1 marzo 2019: Davide e Michele hanno percorso l’Italia, l’Europa dell’est e la Turchia, per arrivare a Teheran. Lì Samuele ha dato il cambio a Michele alla guida del tandem, pedalando con Davide attraverso l’Asia centrale e tutta la Cina. L’arrivo arrivo a Pechino era previsto tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. E invece il viaggio si è fermato al confine.

Tra gli obiettivi del progetto “I to eye” , si possono annoverare la cultura della bicicletta e la possibilità per i non vedenti di praticare uno sport come il ciclismo.

I tre amici hanno pedalato per sette mesi, percorso oltre mille chilometri, incontrato associazioni di persone disabili, altri ciclisti e gente comune, attraversando l’Europa, il Medio Oriente e parte dell’Asia. «Abbiamo quindi deciso di
donare il nostro tandem al Comitato paralimpico del Tagikistan che, nonostante le grandi difficoltà economiche, sta cercando di promuovere lo sport e l’integrazione sociale anche per la disabilità visiva», si legge sulla pagina Facebook di “I to eye”.

“Un tandem – spiega Davide – può cambiare la vita di un non vedente e noi abbiamo voluto dimostrarlo. È l’unico mezzo di trasporto che permette di avere un ruolo attivo nel movimento su lunghe distanze e di godere delle infinite sfumature sensoriali di un viaggio. Per questo può essere un potente fattore di inclusione sociale per chi ha problemi alla vista, contribuendo ad abbattere una parte delle barriere imposte dalla disabilità”.