Scoprire come la diagnostica molecolare può rendere più semplice la nostra vita

West Nile Virus, Zika Virus e Usutu Virus sono termini che occupano le pagine di
cronaca di molti media e attirano l’interesse di un pubblico sempre più preoccupato dal verificarsi di questi
casi. Nel caso di un’emergenza sanitaria occorre innanzitutto partire dalla diagnosi e dalla rilevazione
dell’agente patogeno che la sostiene. Clonit, (www.clonit.it), società biotech attiva dal 1987 nella ricerca e
sviluppo di sistemi diagnostici di biologia molecolari e titolare di brevetti internazionali ha messo a punto
nei suoi Laboratori di Ricerca e Sviluppo soluzioni all’avanguardia nel campo delle biotecnologie per
diagnosticare in maniera sempre più veloce e puntuale la presenza di virus, batteri e agenti patogeni. In
particolare per fare fronte ai casi di West Nile Virus, Zika, Usutu quali strumenti sono oggi a disposizione di
ospedali e laboratori diagnostici? Qual è la situazione effettiva in Italia e in Lombardia in particolare?
Questi sono alcuni dei temi sotto la lente durante la tavola rotonda organizzata a Milano da Clonit nell’ambito
della BIOTECH WEEK, la settimana di eventi per diffondere la conoscenza sulle biotecnologie promossa da
Assobiotec Federchimica.
Più in dettaglio sabato 29 settembre mattina nella sede milanese di Clonit-CERBA HC, dove è anche
possibile visitare l’officina farmaceutica interna per la produzione di kit diagnostici venduti in tutto il mondo,
interverranno anche esperti di IRCCS San Matteo Pavia e ASST FBF Ospedale Sacco Milano per fare il punto
sulla ricerca e la diagnostica molecolare di patogeni emergenti. (vedi programma allegato). Tanti i temi sul
tavolo. Partiamo da alcuni numeri e dal nome che occupa più spazio in cronaca: Il West Nile Virus (WNV).
Secondo il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie
(https://ecdc.europa.eu/en/publications-data/west-nile-fever-europe-2018-human-cases-comparedprevious-season-updated-21)
nel 2018, al 20 settembre, gli stati membri della UE hanno riportato 1.134 casi
di WNV di cui 453 in Italia. I decessi collegati all’infezione da WNV in Italia sono risultati pari a 35. Molto più
bassa invece l’incidenza dell’Usutu: secondo il bollettino n.11 pubblicato dal Centro nazionale per la
prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’istituto superiore di sanità (ISS) i casi al 20
settembre 2018 sarebbero 4 tra Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.
http://www.epicentro.iss.it/problemi/westNile/bollettino/Bollettino%20WND_%20N.%2011%20%2020.9.2
018.pdf
Che ruolo ha la diagnostica molecolare in questa situazione? Un ruolo fondamentale spiega Carlo Roccio,
biologo, AD di Clonit e direttore scientifico Cerba HC Italia e componente del comitato ricerca, sviluppo e
innovazione di Federchimica: “Clonit ha organizzato questo evento nell’ambito della European Biotech Week
per raccontare, a un pubblico eterogeneo, i vantaggi delle biotecnologie a servizio della diagnostica e come
questa possa avere un ruolo chiave nel migliorare la qualità della vita di tutti noi. Nel caso del WNV, ad
esempio, Clonit ha messo a punto un Quanty West Nile Virus, un prodotto innovativo per l’individuazione e
quantificazione del virus del Nilo occidentale in pazienti potenzialmente esposti a infezione. Quanty WNV
consente l’estrazione, la trascrizione inversa e amplificazione dell’RNA virale, tutto in un unico passaggio,
utilizzando Real Time PCR con risultati disponibili in circa 2 ore. Il metodo è certificato CE-IVD. Durante la
reazione, inoltre, è possibile identificare i pazienti positivi al WNV e discriminarli dai campioni positivi per
Usutu Virus. Insomma con un unico test, in maniera veloce e sicura, si può verificare l’esistenza dei due virus
evitando rischi di falsi positivi del WNV che ha degli elementi del genoma in comune con l’Usutu”.
Ma che cosa è la diagnostica molecolare? Per Carlo Roccio:
“Per diagnosticare un agente patogeno esistono fondamentalmente tre strade oltre alla diagnosi
microscopica diretta su vetrino ancora usata per individuare il Plasmodio della Malaria o alcuni parassiti
fecali:
1. il metodo colturale (test di urinocoltura, coprocoltura, ecc seguiti dal test di sensibilità agli antibiotici
(antibiogramma)
2. il metodo di ricerca anticorpi (test per la ricerca nel sangue, degli anticorpi di tipo IgG o IgM o IgA
verso un determinato batterio o virus)
3. il metodo molecolare denominato RT-PCR (in italiano Reazione a Catena della Polimerasi Tempo
Reale) che consente la loro identificazione attraverso l’amplificazione del DNA o RNA dei
microrganismi.”
Clonit è attiva in questo ultimo ambito: il riscontro positivo del DNA o RNA specifico evidenzia la presenza
diretta del microrganismo nel materiale biologico di partenza e, quindi, permette una diagnosi specifica
dell’agente infettante con tempi molto più rapidi (30-120 minuti) rispetto alle normali tecniche
microbiologiche, che hanno tempi di risposta più lunghi (12-72 ore). Attraverso le informazioni ottenute
sequenziando il DNA inoltre, si può “tipizzare” il microrganismo differenziando quelli con differente risposta
alle terapie o con maggior virulenza. Inoltre, con la Real Time PCR si può ricavare un dosaggio quantitativo
del microrganismo per seguire l’evoluzione della terapia anti-virale. Ci sono poi virus ad alta capacità di
contagio quali Ebola, Dengue, HIV-AIDS, ed è importante scoprirli il prima possibile, in questi casi i metodi
molecolari sono diventati i più utilizzati”.
La diagnostica molecolare ha molti ambiti di applicazione e nel convegno del 29 settembre vengono analizzati
in particolare anche ambiti che possono essere di rilievo in caso di gravidanza: come Toxoplasmosi Gondii e
Zika Virus.
Il metodo di analisi PCR Real Time, infatti, è utile anche per ricercare la presenza di
Toxoplasmosi, un’importante patologia nella donna in gravidanza che può essere causa di serie
malformazioni al feto. E’ possibile, infatti, identificare sequenze di DNA di Toxoplasma gondii su sangue
materno, su sangue fetale e su liquido amniotico. La ricerca del protozoo, su sangue materno, è
indispensabile nei casi di infezione acuta o persistenza di IgM, soprattutto in gravidanza, al fine di valutare se
sussiste il rischio di passaggio dell’infezione da madre a feto. Per valutare se il Toxoplasma Gondii ha infettato
il feto, è necessaria la ricerca del DNA di Toxoplasma Gondii su sangue fetale e/o su liquido amniotico.
Per quanto riguarda l’analisi molecolare per la diagnosi di Zika Virus, invece, Service Lab di CERBA HC Italia ha
presentato una ricerca condotta con tre anni di indagini utilizzando i reattivi prodotti da Clonit. Il verificarsi
di casi di microcefalia e altri disturbi neurologici in feti e neonati potenzialmente associato all’infezione da
virus Zika in alcuni Paesi oltreoceano ha comportato la richiesta di test diagnostici sensibili e specifici per
l’identificazione del virus. Sono stati testati 324 campioni tra sangue, urine e liquido seminale su individui con
richiesta del test molecolare per la ricerca del virus Zika. La richiesta di questa indagine è in forte aumento in
tutta Italia soprattutto preventiva per coppie che si devono sottoporre a fecondazione assistita e che, nei
mesi precedenti, hanno fatto viaggi in Paesi a rischio di contagio. Ciò nonostante pochissimi laboratori
effettuano il test, quindi molte coppie hanno affrontato lunghe ricerche per effettuarlo, segno che la diagnosi
preventiva della presenza del virus rappresenta un fattore di ansia nella ricerca di una gravidanza e la
percezione del rischio di possibili complicanze per il feto è molto alta.
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Clonit (www.clonit.it)
Società biotech attiva dal 1987 nella ricerca e sviluppo di sistemi diagnostici di biologia molecolari e titolare
di brevetti internazionali. Tra le prime imprese in Italia a sviluppare metodi innovativi e affidabili nel campo
della diagnostica in vitro basata sulle tecnologie molecolari. Dispone di un’officina farmaceutica interna per
la produzione di kit diagnostici venduti in tutto il mondo.
La ricerca condotta nei laboratori di Clonit presta particolare attenzione alla rilevazione di infezioni virali,
batteriche e dei protozoi, mutazioni genetiche e malattie oncologiche.
Le innovazioni scientifiche sono state trasferite in kit diagnostici pronti all’uso che, per la facilità d’uso e la
qualità operativa, sono ottimali per le analisi di routine dei laboratori diagnostici. I kit includono tutti i
reagenti, la curva di calibrazione e i controlli positivi.

La tecnologia proprietaria di Clonit è coperta da numerosi brevetti internazionali, alcuni dei quali sono stati
altamente innovativi nel campo della diagnostica molecolare in vitro.
La standardizzazione dei processi di produzione, il rigoroso controllo sulle materie prime e sui prodotti finiti
e i controlli incrociati in laboratori di riferimento esterni hanno reso Clonit in grado di ottenere i più alti
standard di qualità: è certificata ISO 9001:2008 e ISO 13485:2003.
Clonit vanta collaborazioni per la ricerca con vari enti https://www.clonit.it/en/research-anddevelopment/clonit-s-collaborations/.
Partecipa, infine, ad eventi del settore: il prossimo in calendario è il
XLVII Congresso Nazionale AMCLI (associazione microbiologi clinici italiani).
Al link https://www.clonit.it/en/research-and-development/scientific-references-and-medicalpublication/
alcune referenze scientifiche della società. Per ulteriori informazioni: www.clonit.it

Carlo Roccio
Amministratore delegato di Clonit, direttore scientifico di Cerba Health Care Italia, componente del comitato
ricerca, sviluppo e innovazione di Federchimica.
Laureato in scienze biologiche con specializzazione in endocrinologia sperimentale è autore di numerose
pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali dal 1975.