Quarant’anni fa il terremoto in Friuli, venerdì arriva Mattarella

Oltre 100 eventi da maggio a settembre per non dimenticare l’Orcolat, il terremoto in Friuli del 1976. Le commemorazioni culmineranno venerdi’ con la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’Auditorium della Regione Fvg – che verra’ intitolato ad Antonio Comelli, presidente regionale della ricostruzione – la lunga serie di eventi, cerimonie e iniziative organizzati per ricordare il 40esimo anniversario del sisma che provoco’ in Friuli oltre mille morti. Con essi la Regione Friuli Venezia Giulia, il Consiglio regionale, l’Associazione Comuni terremotati e sindaci della ricostruzione del Friuli hanno voluto rileggere la storia delle comunita’ coinvolte e la loro ricostruzione, ma con lo sguardo rivolto alle prospettive future, per raccontare la forza straordinaria di un modello di sviluppo orientato alla rinascita culturale, economica e sociale e basato sulla condivisione delle scelte e sulla collaborazione di tutte le istituzioni. Complessivamente oltre cento eventi, da maggio a settembre, per declinare – come ha avuto modo di sottolineare la presidente del Fvg, Debora Serracchiani – “il Modello Friuli di ricostruzione e rinascita dalle macerie del sisma nell’attualita’ e interpretarlo nel futuro, investendo sulla formazione e sulla prevenzione” all’insegna del ricordo, identita’ e rinascita.

Grazie al contributo e al lavoro dei sindaci della Ricostruzione e degli Enti locali che subirono i maggiori danni dalle onde sismiche del 1976 il programma di 103 eventi e’ stato messo a punto della Regione, con in primo piano il Consiglio regionale, la Protezione civile, le direzioni regionali della Cultura e delle Infrastrutture, ma anche con la collaborazione (tra i tanti) dei Vigili del Fuoco, della Diocesi di Udine, dell’Ateneo friulano. Il tutto grazie all’intervento finanziario della Regione per complessivi 600.000,00 euro. Tutte le altre iniziative animeranno l’intera area terremotata, in un arco di circa nove mesi nel corso dei quali si legheranno il ricordo e la memoria, la prevenzione, l’organizzazione dell’emergenza, la preparazione e la prevenzione, l’accoglimento e la solidarieta’. Ma non solo, ove si pensi che il Consiglio regionale ha deciso di centrare le sue attivita’ soprattutto sul recupero della ponderosa attivita’ legislativa, che ebbe inizio con le prime norme urgenti prodotte dall’Aula gia’ l’8 maggio 1976.

Tra i tanti eventi da sottolineare (in chiave di prevenzione e formazione) l’avvio a Portis Vecchio di Venzone della Scuola internazionale di formazione in materia di gestione della risposta in emergenza, con il coinvolgimento dell’Universita’ di Udine e del Corpo dei Vigili del Fuoco, nonche’ (tra il 12 e il 18 settembre) una settimana di esercitazioni testando il sistema integrato di risposta in emergenza sismica, con la partecipazione di Veneto, Trento, Bolzano, Austria, Slovenia e Croazia. Numerosi poi gli appuntamenti espositivi storico-culturali (tra gli altri, il concerto dell’Orchestra accademica di Berlino a Gemona il 7 maggio e la mostra Memorie. Arte, immagini e parole del terremoto in Friuli), accanto alla realizzazione di una nuova Sala multimediale al Museo Tiere Motus di Venzone, un percorso di rivisitazione dinamica del terremoto all’ex Cinema Odeon di Udine e il completamento/valorizzazione del Castello di Colloredo di Monte Albano, che sara’ ultimato definitivamente nel 2018.

Il prossimo 6 maggio inoltre alla messa delle 20 che si rinnova ogni anno a ricordo del sisma del 1976, oltre ai gemonesi che vi partecipano per ricordare le persone che hanno perso, ci saranno anche i podisti della “staffetta del ricordo” organizzata dall’associazione Comuni terremotati e sindaci della ricostruzione del Friuli con il Dopolavoro ferroviario di Udine. Sara’ un percorso da 454 chilometri, affrontati per due giorni ininterrottamente a staffetta. I podisti si scambieranno una mattonella con la scritta “Oggi come ieri il Friuli non dimentica”. Sempre il 6 maggio il Teatro Verdi di Pordenone portera’ sul palco colui che anche “The Guardian” definisce “uno dei massimi violoncellisti al mondo”, il tedesco Alban Gerhardt.

Ed infine per il 40esimo gli alpini dell’8 Reggimento della Brigata Julia diventano cittadini onorari di Venzone. E’ una scelta fatta dall’amministrazione comunale – spiega il sindaco Fabio Di Bernardo. La consegna ufficiale ai rappresentanti del Reggimento avverra’ il prossimo 29 maggio, la giornata scelto da Venzone per ringraziare tutti quelli che si sono impegnati all’indomani del sisma. Le prime tende montate a Venzone furono proprio quelle degli alpini. Il 29 maggio sara’ anche la data di un altro evento significativo: all’interno della caserma Feruglio, sara’ predisposta una tendopoli per ricordare quei momenti difficili.