Strage di Bruxelles, tutte identificate le vittime della settimana scorsa

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Bruxelles. Tutte le 32 vittime degli attentati di Bruxelles sono state identificate. Si tratta di 17 cittadini belgi e 15 stranieri. Lo ha comunicato la procura federale belga.

L’FBI ha trasmesso alla polizia olandese informazioni sui precedenti criminali ed estremisti dei due kamikaze, Ibrahim e Khalid El Bakraoui, il 16 marzo, sei giorni prima degli attentati di Bruxelles. Il 17 marzo è stato anche stabilito un contatto diretto tra la polizia olandese e quella belga, ha detto il ministro olandese della giustizia, Ard van der Steur davanti al Parlamento dell’Aja.

E’ ancora caccia all’uomo con il cappello dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles: il reporter Faycal Cheffou è stato rilasciato per “mancanza di prove” anche se resta accusato di “terrorismo”. Secondo il suo difensore ha un alibi telefonico, “era a casa sua al momento degli attentati e ha anche ricevuto delle chiamate”  Cheffou si è detto completamente innocente, di essere contro l’Isis e assicura di non aver alcun legame con gli attentatori di Bruxelles. Lo ha detto il suo avvocato, Olivier Martins, spiegando che, dopo l’arresto, ha chiesto agli inquirenti di verificare telefono, impronte, dna, corporatura di Cheffou: “Credo che il riconoscimento del tassista sia all’ origine dell’errore giudiziario”, ha detto Martins.

Il Parlamento belga alza l’allerta al massimo livello nonostante l’organismo internazionale lo abbia abbassato. Venerdì in Belgio ifunerali di Patricia Rizzo, l’italiana rimasta uccisa nell’attacco alla metro.

Tusk, tolleranza finisca se inizia violenza  “La tolleranza dell’Europa deve finire dove comincia la violenza”. E’ il messaggio twitter con cui il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha postato un video in cui, oltre a presentare le condoglianze per il bilancio delle vittime cresciuto a 35 dopo le morti in ospedale di persone che erano rimaste gravemente ferite, afferma che “l’Europa non deve essere solo unita ma anche dura” e conclude: “La solidarietà e la libertà prevarranno solo se saranno accompagnata dalla forza”.

Khalid El Bakraoui, l’attentatore della metro di Bruxelles, ha usato l’identità dell’ex calciatore dell’Inter Ibrahim Maaroufi per affittare un appartamento divenuto un covo del commando delle stragi di Parigi. Lo affermano fonti di Sky TG24 HD, Khalid El Bakraoui è transitato dall’Italia a fine luglio 2015, prima di raggiungere Atene. Il 9 dicembre dello scorso anno la polizia belga ha effettuato una perquisizione. Nell’abitazione gli agenti non hanno trovato né armi né esplosivo, ma le impronte digitali della mente delle stragi in Francia, Abaaoud e di Bilal Hadfi, il giovane terrorista che si è fatto esplodere a Parigi all’esterno dello Stade de France.

Si è aggravato il bilancio dei tragici attentati di martedì scorso: altri quattro feriti sono morti negli ospedali di Bruxelles, il totale è di 35 vittime – ma in ospedale ci sono ancora 96 feriti, di cui 55 in terapia intensiva -. Finora identificati 28 corpi. Intanto la procura belga ha confermato gli arresti per altri tre terroristi. Si tratta di Yassine A., Mohamed B. e Aboubaker O., arrestati nei raid di giovedì scorso a Bruxelles e ad Anversa.