Federico Lombardi: “Le onde corte servono ancora”

Antenne onde corte

Città del Vaticano. “Va benissimo cercare di raggiungere grandi audience con le nuove tecnologie però non ci dimentichiamo di poveri e oppressi”. E’ uno dei punti dell’intervista al “Corriere della Sera”che P. Federico Lombardi ha rilasciato al termine del suo incarico di direttore della Radio Vaticana dove le onde corte “sono rimaste e non per ragioni affettive”. Un’analisi lucidissima e veritiera della realtà radiofonica internazionale.
Le onde corte, dice P. Lombardi sono in gardo di raggiungere “parti del mondo dove le nuove tecnologie non sono disponibili o non c’è libertà di usarle”. Dopo aver ricordato l’ascolto clandestino nei Paesi sottoposti alle dittature comuniste del passato, il gesuita afferma come “lo stesso accade oggi in alcune realtà dell’Africa o del Medio Oriente. Verso il Golfo, l’Arabia Saudita, abbiamo cominciato a trasmettere in onde corte, al venerdì, la messa inglese per gli immigrati cattolici che lavorano là. Riusciranno a sentirla col telefonino? Non so… Il successore a Gibuti dell’ultimo vescovo ucciso a Mogadiscio sulla porta della cattedrale, anni fa mi chiese 10 minuti la settimana in somalo. Quanti ascoltatori ci saranno stati, poche decine? Quando si pensa alla efficacia della comunicazione queste cose sono marginali…”.
E concludeva questo tema sottolineando che “va benissimo cercare di raggiungere grandi audience con le nuove tecnologie però non ci dimentichiamo di poveri e oppressi. Questa è la mia preoccupazione, lo dico perché ci si rifletta. E’ una cosa per cui abbiamo lavorato e vissuto. Anche la ricchezza multiculturale e multilingusitica è un patrimonio che non va dismesso perché corrisponde alla universalità della Chiesa”.
In attesa di una nuova organizzazione dei media della Santa Sede, la riflessione di P. Lombardi giunge come un monito che Italradio condivide al 100%.