Whatsapp e Fb, così Marco vince la dislessia grazie ad altri ragazzi

Imperia. Camposanto (Modena) chiama e Imperia risponde. Marco, 17 anni, è un ragazzo dislessico, disgrafico, ma è anche affetto da discalculia, il disturbo relativo all’apprendimento del sistema dei numeri e dei calcoli. Ha saputo dell’esistenza di programmi che si possono scaricare sul pc per poter imparare a scrivere, ma non bastava. Voleva comunicare con altri ragazzi della sua età.

Come fare? Un giorno, esplorando nel mare magnum di internet Marco ha pensato a qualcosa che potesse andare bene per lui. Ha creato un gruppo Whatsapp aperto solo a ragazzi dagli 8 ai 26 anni. Una “piazza virtuale” che ha contagiato praticamente tutta la Penisola, da Nord a Sud. Nel gruppo si può parlare liberamente di tutto e di tutti. Un “social club” che in poco tempo ha raccolto moltissime adesioni. Ci sono ragazzi che sono soffrono degli stessi disturbi di Marco che, ad esempio, si aiutano nei compiti e nello studio. Ma non solo. “Ci raccontiamo anche le difficoltà, le ansie, ma scherziamo, anche, e parliamo delle classiche cose da ragazzini, ci sfidiamo ai giochi in rete, parliamo di noi. Cerchiamo, con la forza del gruppo, di essere forti anche nelle nostre piccole e grandi difficoltà di ogni giorno ed è una grande cosa. Il gruppo cresce e sono davvero molto soddisfatto. Anche mia mamma ha capito l’utilità di questa piazza virtuale”.

Ma Marco, in questa missione di aggregazione sociale si è spinto oltre. Ha anche creato una pagina di Facebook: Ragazzi Dsa Adhd Bes Italia e le adesioni cominciano ad arrivare anche da Imperia e provincia. Tante le richieste e i mi piace che il ragazzo modenese ha raccolto in poco tempo Marco Palazzi, in rete, ha coinvolto anche il gruppo Sei di Imperia se… che conta oltre 7.500 iscritti. E in molti hanno già risposto a quel diciasettenne affetto da Dsa, disturbi del neuro sviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente e che si manifestano proprio con l’inizio della scolarizzazione. Lui ringrazia e attende nuove adesioni per allargare il gruppo di amicizie e chissà magari un domani spera anche di poterli incontrare. “E’ un modo per trovare nuovi amici, anche lontani da Modena che capiscono quello che sto passando”.

La missione virtuale di Marco non si arresta, ma anzi continua. “Quello che mi importa è che potenzialmente tutti i ragazzi che hanno bisogno di qualcuno che li ascolti, possano trovare in noi amici pronti a dedicargli un momento”.