Sceicchi e magnati interessati al Principato di Seborga

Seborga. Su Seborga vi sono forti interessi internazionali. Ci sono francesi che si autoproclamano sovrani del Principato, tra i più piccoli al mondo. Poi si sono fatti avanti gki arabi che alla fine del 2015 si sono comprati una collina intera, quella del Passo del Bandito, per farci un grande albergo di lusso. E infine ci sono gli indiani, in particolare un magnate Pal Singh Oberoi che in Nepal costruisce case per terremotati, riconosciuto a livello mondiale. Lui, invece, vorrebbe realizzare una casa di riposo per persone anziane indigenti. Abita a Dubai ed è specializzato per aprire fondazioni che poi su occupano della costruzione di grossi grattacieli negli Emirati. I ministri di Seborga sono stati a Nuova Delhi e ci sono buone probabilità che il magnate si faccia vivo al più presto. Ci sono in corso business economici di grande livello. Al posto dei fiori vi sono hotel a cinque stelle, case di riposo e funivie per collegare il mare alla collina.

Perché tutti qui a Seborga? Si parlava del Santo Graal, poi del grande segreto, ma su Seborga c’è stato un forte richiamo anche di tipo spirituale che ha catturato gli interessi di moltissime persone da ogni parte del globo – Carlo Biancheri, assessore all’Urbanistica, marito del ministro dell’Istruzione e della Gioventù Maria Carmela Serra – Ma quello che a noi interessa che il nome del paese venga diffuso ulteriormente. Un paese che può crescere non solo nel settore floricolo (mimosa e ginestra erano hanno arricchito più di un famiglia ndr), ma soprattutto in chiave turistico”.

Il principe Marcello I è convinto che un primo passo importante per i 320 abitanti potrebbe arrivare proprio dalla costruzione dell’albergo degli arabi. “Una struttura che darebbe lavoro ai giovani. Tutto questo per evitare che emigrino altrove, in Costa Azzurra soprattutto”.

Ma tutto intorno c’è anche il caso Nicolas Mutte, scrittore francese che sta tentando in tutti i modi di spodestare Menegatto dal suo “trono” con una serie di editti lanciati via Internet.

E il sindaco, Enrico Iliariuzzi quasi a scadenza del suo mandato, sorride: “Sono in scadenza dopo essere stato eletto il 16 maggio 2011. Andremo ad elezione a giugno. Mi ripresenterò. Quello che a me interessa è solo che a Seborga non accadano pasticci. La nostra è una comunità davvero piccola e abbiamo bisogno di sopravvivere tra tagli e strette economiche”. In effetti di personaggi strani ne sono girati parecchi. Emerge il caso di un uomo che voleva truffare gli anziani del paese facendosi prestare del denaro. Erano bastate un paio di telefonate ai servizi del Viminale e fare due ricerche su internet per scoprire il truffatore. “Ecco di queste persone non ne abbiamo proprio bisogno”, sottolineano Carlo Biancheri e il sindaco Iliariuzzi.

Prima candelina per Periscope, l’applicazione che ti manda in diretta video

Ha compiuto un anno Periscope, l’applicazione di proprietà di Twitter che consente di fare dirette video in streaming. “Più di 200 milioni filmati live sono stati creati con l’applicazione e oltre 110 anni di video in diretta sono guardati ogni giorno su iOS e Android”, riporta la società in un post ufficiale ringraziando la community che ha adottato l’applicazione: “siamo orgogliosi di aver costruito tutto questo insieme”.

Periscope è stata dapprima lanciata in versione beta i primi giorni di marzo 2015; il 26 marzo successivo è diventata ufficialmente disponibile. Ha conquistato subito vip e celebrities, in Italia tra i primi ad adottarla Fiorello e Jovanotti. Solo nel week-end d’esordio, un anno fa, i link alle dirette condivisi sul microblog hanno sfiorato quota 100mila (dati del contatore online di Topsy), segnando così l’inesorabile sorpasso su Meerkat, l’app rivale che ora ha rinunciato persino allo streaming. Ad agosto scorso, Periscope ha superato la cifra di 10 milioni di account.

Periscope ha dato una bella spinta allo streaming. Anche Facebook è entrata in partita con la funzione Live e secondo indiscrezioni recenti, Google prepara la sfida a Periscope con un’app che chiama YouTube Connect.

Strage di Bruxelles, tutte identificate le vittime della settimana scorsa

Bruxelles. Tutte le 32 vittime degli attentati di Bruxelles sono state identificate. Si tratta di 17 cittadini belgi e 15 stranieri. Lo ha comunicato la procura federale belga.

L’FBI ha trasmesso alla polizia olandese informazioni sui precedenti criminali ed estremisti dei due kamikaze, Ibrahim e Khalid El Bakraoui, il 16 marzo, sei giorni prima degli attentati di Bruxelles. Il 17 marzo è stato anche stabilito un contatto diretto tra la polizia olandese e quella belga, ha detto il ministro olandese della giustizia, Ard van der Steur davanti al Parlamento dell’Aja.

E’ ancora caccia all’uomo con il cappello dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles: il reporter Faycal Cheffou è stato rilasciato per “mancanza di prove” anche se resta accusato di “terrorismo”. Secondo il suo difensore ha un alibi telefonico, “era a casa sua al momento degli attentati e ha anche ricevuto delle chiamate”  Cheffou si è detto completamente innocente, di essere contro l’Isis e assicura di non aver alcun legame con gli attentatori di Bruxelles. Lo ha detto il suo avvocato, Olivier Martins, spiegando che, dopo l’arresto, ha chiesto agli inquirenti di verificare telefono, impronte, dna, corporatura di Cheffou: “Credo che il riconoscimento del tassista sia all’ origine dell’errore giudiziario”, ha detto Martins.

Il Parlamento belga alza l’allerta al massimo livello nonostante l’organismo internazionale lo abbia abbassato. Venerdì in Belgio ifunerali di Patricia Rizzo, l’italiana rimasta uccisa nell’attacco alla metro.

Tusk, tolleranza finisca se inizia violenza  “La tolleranza dell’Europa deve finire dove comincia la violenza”. E’ il messaggio twitter con cui il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha postato un video in cui, oltre a presentare le condoglianze per il bilancio delle vittime cresciuto a 35 dopo le morti in ospedale di persone che erano rimaste gravemente ferite, afferma che “l’Europa non deve essere solo unita ma anche dura” e conclude: “La solidarietà e la libertà prevarranno solo se saranno accompagnata dalla forza”.

Khalid El Bakraoui, l’attentatore della metro di Bruxelles, ha usato l’identità dell’ex calciatore dell’Inter Ibrahim Maaroufi per affittare un appartamento divenuto un covo del commando delle stragi di Parigi. Lo affermano fonti di Sky TG24 HD, Khalid El Bakraoui è transitato dall’Italia a fine luglio 2015, prima di raggiungere Atene. Il 9 dicembre dello scorso anno la polizia belga ha effettuato una perquisizione. Nell’abitazione gli agenti non hanno trovato né armi né esplosivo, ma le impronte digitali della mente delle stragi in Francia, Abaaoud e di Bilal Hadfi, il giovane terrorista che si è fatto esplodere a Parigi all’esterno dello Stade de France.

Si è aggravato il bilancio dei tragici attentati di martedì scorso: altri quattro feriti sono morti negli ospedali di Bruxelles, il totale è di 35 vittime – ma in ospedale ci sono ancora 96 feriti, di cui 55 in terapia intensiva -. Finora identificati 28 corpi. Intanto la procura belga ha confermato gli arresti per altri tre terroristi. Si tratta di Yassine A., Mohamed B. e Aboubaker O., arrestati nei raid di giovedì scorso a Bruxelles e ad Anversa.

Rendere unico il capo che si indossa, iniziamo dalla borsetta

Roma. La borsetta con il logo? Superata. Se fino a ieri sfoggiare le iniziali del brand era un po’ uno status symbol, quasi a sottolineare l’appartenenza a una fortunata élite di ‘happy few’ del fashion, oggi l’ultima frontiera della moda è fatta di poche lettere, di solito tre, e mai quelle che rimandano al nome dello stilista. Semmai a quelle del cliente, incise sotto l’asola dei cappotti, sulla suola delle scarpe, o stampata a caratteri cubitali su borse e foulard.

Customizzare, personalizzare, in poche parole rendere unico il capo che si indossa con le proprie iniziali sembra valere di più del prodotto in questione. Una specie di ‘pezzo unico’ anche se di unico, spesso, ha solo qualche letterina. Fronzoli identitari, che molti colossi del fashion hanno adottato e ne portano avanti la filosofia da anni: offrire un prodotto originale, esclusivo e diverso che fidelizzi il cliente e ne soddisfi l’ego. Di solito il servizio presenta un sovrapprezzo irrisorio, ma capace di accontentare anche il cliente più esigente. E se in passato il massimo della personalizzazione era incidere le iniziali sulla camicia, oggi le tre lettere stampate o pitturate sulla borsetta sono diventate un vero e proprio sinonimo di lusso.

Pioniera, in questo senso, Louis Vuitton, che da anni mette a disposizione della propria clientela il servizio Mon Monogram per personalizzare con iniziali e bande colorate l’iconico bauletto Speedy, la shopper Neverfull, il borsone da viaggio Keepall e tutta la gamma di portafogli e portadocumenti. Anche Prada, dopo il Travel Made to Order, il servizio di personalizzazione che consentiva di ‘siglare’ il trolley con le proprie iniziali, ha da poco rilanciato il servizio di personalizzazione delle décolletés. 19 modelli ‘made to measure’ disponibili in una gamma infinita di materiali e stili, dal cavallino al vitello, passando per la vernice e il raso, con la possibilità di incidere le iniziali sotto la suola, anche questa personalizzabile e disponibile nei colori nero, bianco e rosa cipria.

E se customizzare gli accessori non dovesse bastare, la griffe meneghina mette a disposizione il ‘Made to Measure’, un servizio che offre al cliente capi su misura, permettendogli di scegliere tessuti, vestibilità e personalizzazione. Quando invece diventa indispensabile personalizzare le it-bag di stagione, è sufficiente guardare l’offerta di casa Fendi, che attraverso il servizio Made to Order permette di realizzare oggetti su misura scegliendo tra una vasta gamma di materiali, placche e finiture, fino allo storico intrecciato nato negli anni ’40 dalla visionaria Adele Fendi e tanto caro a Lady Gaga. E non è tutto, perché la griffe capitanata da Karl Lagerfeld ha lanciato lo scorso anno la collezione ‘Strap You’, una linea di tracolle che è possibile personalizzare e declinare in mille varianti.

La personalizzazione però non è solo una questione di vanità. Spesso è una scelta mirata a coinvolgere il settore artigianale della filiera. Basti pensare al neonato atelier di pellicceria che la griffe della doppia F ha messo a disposizione nel nuovo store capitolino, dove una squadra di artigiani realizza su misura raffinati capi in pelliccia per alcuni fortunati top client. Un made to order unico, insomma, dove per un giorno il cliente può provare il brivido di indossare i panni di fashion designer.

Qualche settimana fa poi un altro colosso del fashion come Burberry ha annunciato il servizio di personalizzazione per l’iconico trench di gabardine. Grazie al servizio Monogramming si può scegliere tra 5 colori, 4 tagli, e fino a 3 iniziali personalizzabili con 15 colori di filo diversi, dal rosso parata al verde foresta, passando per il giallo ambra e rosa cenere.

A customizzare i propri prodotti non sono solo i titani del lusso, come dimostrano brand sportivi come Nike e Adidas, che da qualche anno hanno sposato il made to order. I clienti possono così dare libero sfogo alla propria fantasia scegliendo modello, colore, tomaia, stampa per il tallone e la parola da far stampare nella soletta interna. Il tutto senza spendere cifre folli e seguendo online la creazione del modello dei sogni passo dopo passo. Più semplice di così.

Francesco Taskayali, la stella del pianoforte che incanta mezzo mondo

Parigi. Talento italo-turco, astro nascente della classica contemporanea sulla scena internazionale, con all’attivo sold out a Parigi, Nairobi, Berlino, Istanbul e Caracas e oltre 85.000 fan sui social, Francesco Taskayali sarà a Roma dal 29 aprile al 1 maggio, al Teatro Brancaccino. Classe 1991, Francesco Taskayali è un giovanissimo compositore e pianista italo-turco e rappresenta un unicum sulla scena internazionale: ha cominciato a comporre musica per pianoforte a soli tredici anni e nel marzo scorso ha pubblicato già il suo terzo album, Flying, dopo i successi di Emre (2010) e LeVent (2011) e dopo due anni di tournée in tutto il mondo.

Il suo talento, in grado di innestare, sullo studio di autori classici, stili moderni e contemporanei che vanno dal minimalismo di Ludovico Einaudi al jazz di Keith Jarrett, lo caratterizza per un eclettismo che sorprende anche la Orquesta Sinfónica Simón Bolívar de Venezuela, in occasione del Festival Europeo de Piano 2012 organizzato dalla rappresentanza dell’Unione Europea, e che determina la sua elezione a unico rappresentante artistico della delegazione italiana.

Straordinaria capacità di sperimentazione di tecniche e stili di composizione musicale, ispirazione sempre viva e sensibile: sono questi i due tratti che rendono la personalità artistica di Francesco Taskayali inconfondibile presso il suo pubblico, italiano e, soprattutto, internazionale. Attento alla musica e all’impegno sociale, Francesco Taskayali ha composto la colonna sonora del film documentario “Ocho pasos adelante”, proiettato a New York presso la ECOSOC Chamber delle Nazioni Unite, in occasione della Giornata Mondiale 2014 per la Consapevolezza sull’Autismo. Nella stessa data, il documentario è stato presentato all’Auditorium del Massimo di Roma.

Francesco Taskayali sarà nuovamente live in Italia, a Roma il suo tour Piano Solo dal 29 aprile al 1 maggio al Teatro Brancaccino. Dopo Roma, Francesco Taskayali sarà il 2 giugno a Tirana (Albania) e il 21 giugno a Los Angeles (California).

Salone Libro di Torino, per le start up digitali bando prolungato all’11/4

Torino. E’ stato prolungato fino a lunedì 11 aprile il bando del Salone Internazionale del Libro rivolto alle start up digitali. Le aziende italiane o internazionali – nate da meno di 4 anni – che esplorano nuove frontiere dell’editoria e dei contenuti creativi in formato digitale hanno ancora due settimane di tempo per presentare la candidatura e avere la possibilità di partecipare gratuitamente alla 29/a edizione del Salone, in programma dal 12 al 16 maggio.

Come ogni anno il Salone offre alle aziende vincitrici del bando l’opportunità di presentare il proprio progetto a potenziali investitori/business angel e a una selezione di editori, grazie a un palinsesto di incontri B2B preorganizzati.

“L’Area Start Up del Salone – spiega Giovanna Milella, presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura – è un progetto che si propone di offrire grande visibilità alle nuove iniziative imprenditoriali basate sull’innovazione, che propongano contenuti e servizi ad alto valore tecnologico in ambito editoriale. Un’occasione per i neoimprenditori di mettersi in gioco, in un contesto stimolante, dinamico e creativo, per affrontare la sfida del digitale tra editoria, tecnologia e una nuova fruizione dei contenuti”.

A Parma il Campionato Mondiale della Pizza, 600 partecipanti da tutto il mondo

Parma. Al via la 25° edizione del Campionato Mondiale della Pizza che si terrà l’11, il 12 e il 13 aprile, a Parma. Attesi più di 600 partecipanti provenienti da tutto il mondo, migliaia di visitatori, per la più importante e conosciuta kermesse della pizza. Al Palacassa di Parma, il piatto italiano più conosciuto al mondo diventerà per tre giorni il protagonista indiscusso, assieme ai pizzaioli e ai cuochi che animeranno le competizioni e la manifestazione.

 

Le iscrizioni aprono il 14° dicembre 2015, fino ad esaurimento dei posti disponibili. 12 gare a cui partecipare:

• Pizza Classica
• Pizza in Teglia
• Pizza Senza Glutine
• Pizza Napoletana STG
• Pizza in Pala
• Pizza a Due
• Pizza Triathlon
• Stile libero individuale
• Stile libero a squadre
• Pizzaiolo più veloce
• Pizza più larga
• “Trofeo Heinz Beck…I Primi Piatti in Pizzeria”.

Tutti si sfideranno a suon di pizza… napoletana, senza glutine o acrobatica lo spettacolo è assicurato! Agugiaro&Figna, main sponsor dell’evento, ha invitato la stampa nazionale nella giornata di mercoledì 13 aprile per vivere le emozioni delle sfide, per assistere all’ambito premio, previsto per le ore 13, “Migliore pizzeria d’Italia” che verrà assegnato presso il suo stand dal giornalista enogastronomico Davide Paolini.

Sviluppo Genova entra nel cuore della città della Lanterna

Genova. Da via Martin Piaggio a via San Giorgio per essere più vicini alla città che si sta trasformando. Sviluppo Genova Spa ha cambiato sede. Ora si trova non lontano da Palazzo San Giorgio e dal Porto Antico. “Sempre più vicini alla realtà metropolitana – spiega l’amministratore delegato Franco Floris – Siamo in una sede operativa molto bella. Non paghiamo l’affitto al Comune, ma in cambio diamo il nostro contributo allo sviluppo della città metropolitana”.

Un esempio per tutti? “Stiamo lavorando fianco a fianco con l’Amiu per una gestione migliore di Scarpino – risponde Floris – ma stiamo progettando con la stessa società altri interventi importanti”. Non solo con enti pubblici e partecipate, Sviluppo Genova lavora anche al fianco di aziende private per il risanamento, la riqualificazione di aree ex industriali. Si è lavorato alla Stoppani di Cogoleto per una sua completa bonifica e trasformazione in area residenziale. Ora sono partite anche altri grandi opere come la strada di collegamento veloce tra lungomare Canepa e la sopraelevata. Ma l’obiettivo è quello di realizzare una strada a scorrimento rapido tra l’uscita del casello di Genova Aeroporto e la stessa sopraelevata. “Si eviterà di percorrere il centro cittadino con un notevole risparmio di tempo e soprattutto ci saranno meno ingorghi perché i pezzi pesanti potranno utilizzare questa importante arteria”, dice Floris. Il rinnovamento di lungomare Canepa è stato frenato dal ricorso al Tar presentato dall’azienda arrivata seconda nella gara d’appalto ma “entro 20-30 giorni – ha precisato Floris – vogliamo risolvere il problema per aprire subito il cantiere”. Entro fine 2016 sarà anche messo a gara il progetto del giardino lineare in fregio alla strada di scorrimento a mare a Cornigliano, il fine lavori è previsto entro il 2017, tra Cornigliano e la nuova arteria nascerà un’area verde con colline naturali, giardini giapponesi e una pista ciclo pedonale lunga 400 metri.
E poi con il parco tecnologico degli Erzelli.

La nuova sede invece è frutto di un investimento da 400 mila euro per ristrutturare l’immobile e farà risparmiare 80 mila euro di affitti all’anno che precedentemente la società pagava per la vecchia sede. All’inaugurazione di questa mattina c’era anche il sindaco Marco Doria che ha voluto salutare i dipendenti, una ventina in tutto, di Sviluppo Genova. “Questa società che ha un ruolo strategico nella nostra città – ha detto Doria – vive ancora più a contatto con Genova e i genovesi. La sede dispone di uffici sicuramente prestigiosi e sono certo che i dipendenti avranno modo di lavorare ancora meglio rispetto al passato. Durante la pausa pranzo potranno vivere la vera Genova con il suo suggestivo centro storico”. “La razionalizzazione delle società comunali – ha sottolineato a questo proposito Marco Doria – va avanti”. “Ci è stata data una grande opportunità da parte del Comune di Genova, un esempio positivo da portare avanti, – ha detto Floris – ci siamo trasferiti in muri di proprieta comunale dove prima c’era la vecchia scuola Garaventa. Sono convinto che anche gli altri piani del palazzo di via San Giorgio si riempiranno presto di nuove attività”.

Ronaldo: “Mio figlio deve diventare un top player”

Madrid. Tale padre, tale figlio. Così spera, almeno, Cristiano Ronaldo. La stella portoghese del Real Madrid si augura che suo figlio, Cristiano jr, da grande diventi un calciatore. Anzi, un top player. “Voglio che sia un giocatore”, ha detto CR7 partecipando ad un reality a tema calcistico trasmesso dall’emittente cinese Zhejiang Satellite TV. “Io sono un calciatore e voglio che anche mio figlio lo diventi. Credo che abbia le caratteristiche di un atleta: ovviamente è solo un bambino, ha appena 5 anni, ma adora il calcio e questo è già un vantaggio”, sostiene il lusitano.
calcio
“A casa ho una rentina di palloni e lui si diverte sempre con una palla tra i piedi. Io non lo forzerò, non lo costringerò a diventare calciatore: è qualcosa che deve succedere naturalmente, dipende da lui. Farà quello che vorrà, io non lo obbligherò. Per, chiaramente, voglio che diventi un calciatore. Un top, come il padre”.

Decriptare l’Iphone? Apple contro il giudice federale

L’Apple ha annunciato che si opporrà all’ordine del giudice federale che ha ordinato all’azienda di Cupertino di decrittare l’iPhone usato dal killer di San Bernardino “nella speranza di ottenere prove cruciali” riguardo alla strage del 2 dicembre scorso in cui sono state uccise 14 persone e ferite 22. In un messaggio ai propri clienti, il Ceo Tim Cook ha detto che costruire una ‘back door’ per accedere ai dati criptati dell’iPhone di Syed Farook costituirebbe un precedente “troppo pericoloso”.

“Il governo degli Stati Uniti ha chiesto ad Apple di intraprendere un passo senza precedenti che minaccia la sicurezza dei nostri clienti”, si legge ancora nel messaggio in cui si spiega la decisione di opporsi all’ordine che “ha implicazioni che vanno molto al di là del caso in oggetto” e che finirebbero per colpire solo i cittadini onesti che si fidano della compagnia per proteggere i propri dati.

“Criminali e cattivi continueranno ancora a criptare, usando strumenti che sono pronti a loro disposizione”, si legge ancora nel messaggio in cui si sottolinea come la decisione di “opporsi all’ordine non è qualcosa che prendiamo alla leggera”. “Ci opponiamo alle richieste dell’Fbi con il più profondo rispetto per la democrazia americana e l’amore del nostro Paese, noi crediamo che sarebbe nel miglior interesse per tutti fare un passo indietro e considerare le implicazioni”, conclude Cook.

L’ordine del giudice federale è arrivato dopo che Apple si era rifiutata di fornire volontariamente l’aiuto richiesto dall’Fbi per ‘sbloccare’ lo smartphone. In effetti, la richiesta del giudice non è quella di decrittare il telefono ma di sbloccare la cancellazione dati che scatta dopo 10 tentativi falliti di inserire la password. Così che i tecnici del governo possano continuare a provare decine di milioni di combinazioni senza rischiare la distruzione dei dati.

L’ordine è arrivato una settimana dopo che il direttore dell’Fbi, James Comey, ha ammesso al Congresso che il bureau non era stato ancora in grado di entrare nel telefono del killer: “Sono passati due mesi e ancora ci stiamo lavorando”. Da tempo Fbi e altre agenzia investigative americane sono frustrate per la difficoltà, se non impossibilità vera e propria, di accedere ai dati degli smartphone, nell’ambito delle principali inchieste, soprattutto terroristiche.

Apple afferma che non è in grado di sbloccare i nuovi iPhone, anche in presenza di un mandato, perché sono costruiti in modo che l’azienda non abbia la “decryption key” e che non può unilateralmente disattivare la cancellazione dei dati dopo i 10 tentativi falliti di inserire la password. Per Cook quindi “il governo degli Stati Uniti ci ha chiesto qualcosa che non abbiamo e che consideriamo troppo pericoloso per essere creato: ci hanno chiesto di costruire una ‘back door’ all’iPhone. Una volta creata, questa potrebbe essere usata molte altre volte, in diversi strumenti elettronici. Nel mondo reale, sarebbe l’equivalente di un passepartout in grado di aprire milioni di serrature, ristoranti, banche, negozi e case, nessuna persona ragionevole potrebbe accettarlo”.

CASA BIANCA – L’Fbi non ha chiesto alla Apple di creare una apposita back door per accedere ai dati criptati dei suoi cellulari, ma “semplicemente di fare qualcosa che abbia un impatto su questo singolo apparecchio”. Così il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest ha risposto all’azienda di Cupertino che ha annunciato di volersi opporre all’ordine del giudice di decrittare l’iPhone usato dal killer di San Bernardino.

Buon compleanno Lady Gaga, la popstar di origini siciliane

Roma. “Vivo a metà tra realtà e teatro”, sentenziò agli Mtv Vma nel 2011. E oggi, nel giorno del suo trentesimo compleanno, Lady Gaga – al secolo Stefani Joanne Angelina Germanotta – è consapevole di aver passato gli ultimi anni sulla cresta dell’onda. L’eccentrica popstar di origini siciliane da parte di padre, che ha iniziato la sua carriera di cantante sulla scia dei Queen (Radio Ga Ga ispirò il suo nome d’arte), di Madonna e di David Bowie, si è trasformata grazie alla sua grinta e a uno stile che fa moda in autentica icona culturale.

Entrata nella lista delle 100 personalità più influenti del 2010 stilata dal “Time” come “maestra” della moda, Lady Germanotta non si è mai fermata: con i suoi travestimenti e acconciature spesso improbabili, scandalose ed estreme ha calcato palcoscenici e girato i video delle sue hit (da “Poker face” a “Paparazzi”, da “Bad romance” a “Born this way” fino ad arrivare ad “Applause”) con al centro temi scottanti come la droga, la bisessualità e il denaro.

Fino a festeggiare i suoi trent’anni fresca di una nomination all’Oscar per la miglior canzone, la cui apparizione preceduta dal vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden è uno dei momenti più emozionanti della serata. Indimenticabile la sua interpretazione della canzone “Til It Happens to You”, pezzo autobiografico sull’aggressione vissuta dalla cantante durante il college e scritta per “The Hunting Ground’, docu-film che tratta la triste tematica delle violenze sessuali nei campus universitari Usa, nominata nella categoria Best Song.

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Robert De Niro ritira dal Tribeca il documentario anti-vaccini

New York. Dopo le furiose polemiche da parte del mondo medico e dei media, Robert De Niro ha rinunciato a presentare al suo Tribeca Film Festival il controverso documentario che collega l’uso di certi vaccini all’autismo.

L’attore e fondatore del festival in un comunicato ha spiegato che l’obiettivo di mettere in cartellone “Vaxxed, from cover up to catastrophe” (Vaxxed, dall’insabbiamento alla catastrofe) di Andrew Wakefield era di “aprire un dibattito su un tema che sta molto a cuore” a lui e alla sua famiglia, avendo un figlio autistico. Ora “non credo che il film possa contribuire alla discussione come avevo sperato”, ha aggiunto De Niro.

Wakefield è  un medico che accusa le autorità Usa di aver nascosto i dati di un suo studio del 1998 da cui emergerebbe una correlazione tra l’aumento delle vaccinazioni e quello delle diagnosi di autismo. Il mondo scientifico ha però smentito questi dati e nel 2010 il medico è stato radiato in Gran Bretagna per il metodo usato.

A Wakefield si rimprovera il rischio a cui esporrebbe molti bambini scoraggiandone la
vaccinazione. De Niro era finito in una bufera di critiche il 22 marzo, quando aveva annunciato la presentazione del film al Festival in programma dal 13 al 24 aprile.