Sui trasporti liguri una mannaia da 24 milioni di euro

Genova.Ventiquattro milioni di finanziamenti in meno per il sistema dei trasporti ligure, sui circa 200 che lo Stato gira alla Regione per finanziare ferrovia, a cui ne vengono destinati 78, e servizio su gomma (122 e spiccioli). È questa la mannaia che, nella sua ipotesi più pessimistica – ma non così lontana dalla realtà – rischia di abbattersi nel 2016 sulle aziende di trasporto liguri (cinque di “gomma” più Trenitalia) e, di riflesso, sulla loro possibilità di erogare gli stessi livelli di servizio.

Uno scenario difficilissimo su cui Agens, l’associazione delle società di trasporto riunite sotto l’egida di Confindustria, ha appena lanciato l’allarme. Scrivendo in primo luogo alla Regione. E, in copia, a tutti gli azionisti nonchè titolari di contratti di servizio, cioè Comuni e Province.

E se alla missiva non è ancora giunta alcuna risposta, lo scenario che si sta profilando è perfino più complicato del solito. Tacendo delle storiche distorsioni del settore, a concorrere sono in questo caso due leggi: la prima è nazionale, approvata nel luglio 2012. Allora il governo dettò la linea, poi dettagliata con un decreto del Presidente del consiglio del marzo 2013. In pratica, dato l’obiettivo – rendere il trasporto pubblico più efficiente – furono fissati una serie di obiettivi. Chi non li rispetta, fu stabilito, pagherà, nel senso che vedrà ridotta la sua fetta del fondo nazionale dei trasporti, che vale quasi 5 miliardi, il 4,08% dei quali sono destinati alla Liguria.