Non chiamateci droni, siamo aeromobili a pilotaggio remoto

Torino. Un volo sul castello di Piossasco, una dimora storica e preziosa che l’architetto Alfredo Cammará vuole rispolverare e aprire alla comunitá locale preservando il territorio.

Non con un drone, ma con un aeromobile a pilotaggio remoto ed é così che dovrebbero essere chiamati questi mezzi dalle notevoli performance in grado di effettuare delle ispezioni dall’altro con una precisione millimetrica. Oggi pomeriggio a “Restuctura 2015”, la grande fiera dedicata alla riqualificazione, al recupero e alla ristrutturazione in corso a Torino, Stefano Gagino, amministratore di Nowlanding ha presentato questo nuovo strumento destinato a cambiare anche il modo di lavorare.

“L’impiego degli aereomobili a pilotaggio remoto é molto variabile – ha spiegato nel corso del suo intervento su “Territorio da un alto punto di vista” nella sala Rossi di Restructura. “Sono sistemi intelligenti per la governance del territorio – ha aggiunto Gagino – Gli apr, in questo contesto, sono al servizio del territorio di ristrutturare. Le applicazioni con questi mezzi sono infinite e lasciano spazio alla fantasia. Siamo in grado di effettuare ispezioni precise e di fornire elementi preziosi per i tecnici che poi devono intervenire in opere di bonifica e riqualificazione di area in fase di studio”.

I mezzi di Nowlanding lavorano dalle 4 alle 5 ore al giorno. “Meglio definire questi servizi delle missioni di volo – ha precisato Gagino – nel corso delle quali possiamo fare ortofoto e anche filmati tridimensionali. Questo grazie alla sensoristica, agli occhi che sono questi mezzi”.