“Una mala jurnata per Portanova”, il giallo Frilli sbarca a Siracusa

 

Siracusa, giugno 1964. Due giorni dopo l’attracco della nave
Esperia, mentre al Teatro Greco si rappresenta la Medea di
Euripide, alla Marina viene ripescato il corpo senza vita di un
ragazzo. È quello di Sebastiano Spicuglia, figlio di un cordaro
della città.  Tra le caotiche indagini al porto, la scomparsa del
padre del ragazzo, l’ambiguità dell’imprenditore Angelo Alessi e
l’arrivo del nuovo giudice istruttore Piccolo, le cose al
commissariato Abela si faranno sempre più asfissianti.

A rendere ancora più calda la complicata estate del taciturno commissario Portanova si metteranno di mezzo la sempre più forte malinconia che gli soffoca la gola e l’affascinante vedova del piano di sopra Lucia Scollo. Il commissario e il suo sigaro Toscano, lontani dalla moglie Carla, dovranno fare i conti con un apparente caso senza fine, dove niente è come sembra.

Alberto Minnella, nato ad Agrigento il 12 novembre 1985, ha lavorato come giornalista per il Giornale di Sicilia e il Corriere di Sicilia e come critico musicale per il Megafono.org, La grande testata e Indie for Bunnies. Ha studiato musica moderna a Parigi all’accademia di batteria Dante Agostini. Un suo racconto Il negozio del fotografo è stato finalista per il premio Città di Palermo edito dall’Università di Milano e da Subway-Letteratura. Ha pubblicato nel 2013 il suo romanzo d’esordio Il gioco delle sette pietre, Siracusa 1964, edito da Fratelli Frilli Editori, che vede per la prima volta come protagonista il commissario di polizia Paolo Portanova.

“Portanova è uno di quei commissari deliziosamente contemplativi, apparentemente neghittosi, coscienti che le azioni umane scaturiscono solo in parte dal libero arbitrio, ma in misura maggiore da un’oscura metafisica”. (Valerio Varesi)