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Droni, munizioni a stelle e strisce per l’Aeronautica Militare

Roma. Gli Uniti venderanno all’Italia missili Hellfire, bombe a guida laser e altre munizioni per armare i droni Reaper e Predator in possesso dell’aeronautica militare italiana. La richiesta di acquisto era stata presentata da Roma nel 2012.

L’Italia è il secondo paese a cui sono state vendute armi di questo tipo usate in Afghanistan, Iraq e Yemen. Prima d’ora i droni statunitensi erano stati venduti solo al Regno Unito, che li usa dal 2007. Anche la Turchia ha chiesto di comprare armi simili. Ma gli Stati Uniti sono reticenti alla vendita di questo tipo di armi.

Finora una parte del Pentagono voleva che gli Stati Uniti avessero l’esclusiva sulla guerra con i droni e di fronte alle resistenze di Washington l’Italia aveva cominciato a valutare l’ipotesi di comprare altrove i sistemi d’arma per i dodici droni statunitensi in dotazione all’aeronautica militare.

L’accordo tra Italia e Stati Uniti prevede la vendita di 156 missili AGM-114R2 costruiti dalla Lockheed Martin, 30 bombe GBU-12, 30 GBU-38 e altre munizioni per un valore di 129 milioni di dollari. Nel comunicato del dipartimento della difesa statunitense si legge che questa vendita “contribuirà alla politica estera e alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, migliorando il potenziale di un alleato della Nato che è stato un membro importante di ogni recente operazione guidata dalla Nato e dagli Stati Uniti. È nell’interesse strategico degli Stati Uniti sostenere il contributo dell’Italia”.

Secondo la rivista Foreign policy, la decisione di Washington rientra in una strategia più vasta della Nato per allargare la sua presenza nei paesi meridionali dell’Europa come Spagna e Italia. In Spagna è in corso una delle esercitazioni più vaste della Nato dal 2002 chiamata Trident Juncture.

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