Valorizzare il turismo subacqueo per “catturare” nuovi turisti in Riviera

Savona. L’affondamento volontario di relitti (scuttling), ma anche la scoperta della fauna e della flora lungo le coste della Riviera di Ponente costituisce una misura di promozione e attrazione straordinaria per italiani e stranieri.

L’Upa, l’Unione Provinciale Albergatori di Savona, lancia l’idea di sviluppare il turismo subacqueo come nuova fonte per le imprese che lavorano nel commercio e nel turismo.

“Lo “scuttling” nel Sud Italia e in altre zone della Penisola – spiega il direttore dell’Upa Carlo Scrivano – ha preso piede da alcuni anni, scoprendo come la capacità redditiva del turismo subacqueo possa essere elevata. Noi faremo la stessa cosa. Ci sono relitti adagiati sui nostri fondali come le navi romane ad Albenga, il Ravenna a Capo Mele o la Haven tra Varazze e Arenzano che sono riconosciuti in tutta Europa e ora spetta a noi saper valorizzare questo segmento altrettanto importante come il nordic walking a Laigueglia, il free climbing a Finale Ligure, il trekking al Parco del Beigua. Spetta allora nuovi approfondire nuovi concetti di turismo e di turismo territoriale come fattori di sviluppo per molte realtà locali della nostra Riviera”.

Le immersioni subacquee favoriscono tra l’altro anche un modo nuovo di fare  turismo. “Basti pensare alla possibilità di accogliere qui nelle nostre località di mare subacquei non vedenti provenienti dall’Italia e dall’estero. Accompagnati dalle rispettive guide – spiega Scrivano – potranno esplorare i fondali della riserva marina protetta di Bergeggi o della Gallinara tra Alassio e Albenga. Iniziativa che ovviamente andranno studiate in sinergia con la Capitaneria di Porto e gli enti locali per rendere le aree protette accessibili ai subacquei non vedenti. Un modo per incentivare le forme di turismo subacqueo sostenibile, attraverso la valorizzazione del patrimonio di biodiversità di cui è ricco il ponente.  In questo tratto della riviera sono presenti un po’ ovunque le spiagge fossili o beach-rock,  lastroni rocciosi di sabbia fossile risalenti a qualche migliaio di anni fa e che costituiscono una peculiarità del litorale ponentino tutto da scoprire insieme ai relitti adagiati sui fondali”.

Una forma di didattica interessante che permette al sommozzatore non vedente di praticare un turismo sott’acqua globale, senza vincoli strutturali e senza l’obbligo di seguire percorsi guidati, così come accade per i normodotati.

Da ricordare poi che nel Finalese è attivo il “Sentiero Blu” un progetto sportivo-educativo che ha come obiettivo quello di far conoscere l’ambiente tutelato delle beach-rock (incluso nei SIC marini della Liguria) e accrescere la sensibilità per questi siti costieri di pregio naturalistico.  Qui è stato avviato anche il progetto di “Swim&Click”, che prevede l’avvicinamento dei partecipanti alla fotografia subacquea riservato ai ragazzi che vogliono fotografare le bellezze dei fondali.