Il grande Lebowski torna al cinema per Joel Coen

Roma. Una programmazione speciale come regalo di compleanno: il 29 novembre il regista Joel Coen spegne 60 candeline e The Space Movie gli rende omaggio riportando al cinema ‘Il grande Lebowski’, diretto insieme al fratello Ethan. Il film cult del 1998, carambola di colpi di scena che prendono il via da uno scambio d’identita’ e da un sequestro di persona, torna in sala il 15, 16 e 17 dicembre in versione digitale rimasterizzata.

Nel film Jeff Bridges interpreta Lebowski, pacifista fannullone che vive giocando a bowling, fumando marijuana e bevendo White Russian. I genitori l’hanno battezzato Jeffrey, ma lui preferisce farsi chiamare Drugo (nessun legame pero’ con i personaggi di Arancia Meccanica, e infatti nella versione originale il soprannome e’ Dude, ‘tizio’).

Per uno sfortunato caso di omonimia, Lebowski riceve la minacciosa visita degli scagnozzi del creditore di un famoso magnate, che per di piu’ urinano sul suo tappeto. Deciso a farsi risarcire del danno dal Lebowski ricco, l’anarchico e un po’ hippie Drugo si trova impelagato in una sequela surreale di rapimenti e riscatti, inseguimenti, sparatorie e incontri amorosi, insieme a bande di criminali nichilisti, artisti pazzoidi e giocatori di bowling che si credono dio. E’ proprio la galleria di personaggi strampalati, insieme al cast stellare (oltre a Jeff Bridges, ci sono John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore, John Turturro, Philip Seymour Hoffman) a rendere cult il film dei fratelli Coen. Talmente cult da aver ispirato addirittura una religione con tanto di testi sacri, il dudeismo, fondata nel 2005 dal giornalista Oliver Benjamin.

Il dudeismo non richiede di abiurare al proprio credo, e’ adatto anche agli atei e si basa sui nobili principi ispiratori della vita sfaccendata di Drugo, tipo prenderla con calma, mantenere la mente agile e adattarsi alle circostanze, promettendo di aiutare a ritrovare la pace spirituale. Naturalmente dopo il riposino.