È tempo di derby: Milan e Inter per un San Siro già tutto esaurito

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Milano. Sì accendono le luci a San Siro per il derby numero 213 tra Milan e Inter, il 161 esimo in serie A, gara valida per la 12/ a giornata di campionato. Un classico del calcio italiano e non solo, e che ha visto alternarsi grandissimi campioni ed ex eccellenti. Per citarne alcuni, delle ultime stagioni: Ganz, Vieri, Ronaldo, Ibrahimovic, ecc. Un vera manna per i siti di scommesse, che propongono le loro quote su qualsiasi aspetto del match.

Il posticipo vedrà scendere in campo due squadre dallo stato d’animo differente: i rossoneri sono settimi in classifica a quota 17 punti, e dopo un avvio di campionato molto promettente, si sono impantanati riuscendo a portare a portare casa solo 6 punti nelle ultime 5 gare, frutto di 1 vittoria contro l’Hellas Verona, 3 pareggi e una sconfitta a opera del Palermo. I problemi maggiori nascono dalla impostazione della formazione che cambia almeno 3-4 undicesimi a ogni incontro; questo perché tra infortuni ed elementi non ancora al meglio, Pippo Inzaghi non ha ancora trovato il filo conduttore giusto. Partito con un modulo, un 4-3-3 con Menez falso 9 e un gioco sulle fase non garantito al massimo dagli esterni, ha provato a cambiare passando a un 4-3-1-2 più contenitivo. Nonostante i numerosi gol messi a segno sino a questo momento, 22, i problemi del Milan passano soprattutto da due reparti, difesa e centrocampo: la prima è deficitaria ormai dalla partenza di fuoriclasse come Nesta e Thiago Silva. Gente come Bonera e Zaccardo non possono essere considerati pilastri, sia per capacità che per età anagrafica. Alex e Rami danno molta più sicurezza, ma basta che uno dei due manchi per mandare in crisi l’intero sistema difensivo. Non a caso le reti subite sono 16, non poche. A centrocampo il solo de Jong, vero punto di riferimento sia per i compagni che per i tifosi, non può bastare: al Milan manca chi sappia impostare sgravando da compiti di contenimento gente come Bonaventura ed El Shaarawy, due nomi nomi caso. A Inzaghi manca evidentemente più polso su scelte che dovrebbero essere dettate dal campo e non dalla società.

In casa Inter è tempo di rivoluzione. Esonerato Mazzarri dopo la gara contro il Verona – per lui 4 vittorie, 4 sconfitte e 3 pareggi sono stati fatali- ritorna a “casa” Roberto Mancini, uno dei mister più amati dagli interisti – dopo Mourinho – degli ultimi anni. Sotto la sua guida il palmares nerazzurro si è arricchito di 2 Supercoppe italiane, 2 Coppe Italia e 3 scudetti. Mazzarri gli lascia un’eredità non facilissima: la squadra infatti ha problemi a prescindere dall’allenatore, non solo tattici ma anche sul piano della mentalità, che manca di quella consapevolezza giusta per affrontare gli avversari. Già contro il Milan, Mancini abbandonerà la difesa a 3 per schierare un 4-3-1-2 con Ranocchia e Juan Jesus centrali (Vidic non ci sarà) e Kovacic alle spalle di Icardi e Palacio, Osvaldo dovrebbe partire dalla panchina così come Hernanes, al suo posto Guarin. Più problemi per i rossoneri, che probabilmente non recuperano Abate e de Jong, al suo posto Essien, che nel Milan non ha mai fatto la differenza dal suo arrivo. In avanti spazio al tridente Honda-El Shaarawy-Menez.