Caro Renzi così facciamo ripartire l’Italia

Lorenza Giudice

Albenga. “Illustrissimo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, vorra` scusare il mio ardire nell’osare una conversazione tramite mail, mi presento: mi chiamo Lorenza Giudice e contribuisco ad una piccola parte del Pil di questo paese conducendo con fatica, micro imprese in questo territorio aspro e difficile chiamato Liguria”. Inizia così la lettera proposta che Lorenza Giudice, presidente di Confcommercio Albenga ha scritto al Premier Matteo Renzi. Una lettera che è anche una ricetta contro la crisi e che potrebbe essere anche una ricetta per la ripresa economica non solo ligure, ma nazionale.

“In attesa che il nord Europa forte, incalzi una nuova lotta al deficit con un principio di rinnovamento della ricchezza squisitamente autoreferenziale, mi chiedo se non fosse possibile un ragionamento nuovo che si basi sul principio della moneta complementare. In questo caso, non libera di interessi ma piena di quest’ultimi, veicolati all’interno di un sistema che ha radici profonde in un mercato che non ha eguali, il mare e le sue coste. Dunque proviamo a pensare ad una banca unica fatta non di denari ma di forti capitali (coste e territori) che “recintati e messi in sicurezza”, generano ricchezza da una unica moneta: Albania, Algeria, Andorra, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Libano, Libia, Macedonia, Malta, Marocco, Monaco, Montenegro, San Marino, Serbia, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia. La movimentazione dei capitali nell’area in questione, sarebbe di una tale portata da non avere eguali, chi non vuole almeno per una volta adagiarsi sulle nostre coste, capitolare innanzi ad un’opera storica, scalare vette ardite tra le piu` anelate, generare materie prime o creare rapidi scambi con rotte piu` brevi. Quello che e` ancora piu` evidente che ispirandoci alla WIR svizzera, moneta libera da interessi, usata per consumare e scambiare beni e prodotti svizzeri, in questo caso “mediterranei”, porteremmo gli altri paesi ad una forzata richiesta dei nostri prodotti e servizi, risollevando la sorte di paesi nostri che in ginocchio all’euro, si troverebbero definitivamente distanziati da paesi in pausa dall’Europa con propria moneta nuova e temporanea. La ricchezza generata potrebbe incentivare la ristrutturazione del paese e i canali di comunicazione via mare sia turistici che industriali, aumenterebbe il potere di acquisto e i consumi, i profitti e la produzione. Le imprese tornerebbero al centro dell’economia, che a sua volta diverrebbe un’economia a scala piu` ampia ma di valori complementari “interni”. Le forniture stesse di gasdotti, metanodotti, oleodotti del futuro e del passato saranno favoriti all’Italia dal nord Africa, dalla Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Grecia, Albania, Uzbekistan e Kurdistan, essendo dimezzati o sospesi i passaggi tramite la Russia ed avendo escluso Baghdad dagli approvvigionamenti. Non a caso la storia stessa rammenta il peso del mediterraneo durante la seconda guerra mondiale scenario di campagne terrestri, navali ed aeree combattute in tutto il bacino e nei paesi che vi si affacciano. Resta inteso che queste poche righe anticipate in tutta semplicita`, possono essere correlate di dati piu` tecnici a completamento”, conclude Lorenza Giudice.