In Gran Bretagna aumenta il volume dei dati rubati sul web

web hacker

Londra. Cresce in Gran Bretagna il volume di dati rubati dal Web e scambiati illegalmente. Secondo una rilevazione effettuata da Experian, leader mondiale dell’informazione per il credito e il business, nei primi 9 mesi del 2014 sono stati più di 110 milioni i set di informazioni personali carpiti on line e rivenduti, con un incremento del 40% rispetto allo scorso anno e addirittura del 300% rispetto a due anni fa

La rilevazione si è avvalsa di strumenti di monitoraggio del web ad hoc. Ha evidenziato che quasi sempre (nel 96,5% dei casi) le violazioni riguardano le credenziali (“username e password”) di accesso ai più diversi servizi on line. Queste violazioni non solo permettono di “succhiare servizi” ma anche, e soprattutto, di entrare nelle aree personali associate a ogni servizio cui si aderisce e di carpire dati (anagrafici, di recapito, di documenti personali e bancari, ecc.) che permettono di compiere furti di identità. Relativamente contenuti (3,5%) gli altri casi, fra i quali però sono anche quelli di traffico di dati sulle carte di credito: dal numero alla data di scadenza ai codici di sicurezza, quelli a tre cifre sul retro della carta, che servono per i pagamenti on line.

A fronte del fenomeno cresce anche la cautela dei consumatori, a partire dalla riduzione del numero degli account aperti sui più diversi servizi (che vanno dalla banca alle utenze, dai media on line ai siti di e-commerce, dai servizi di couponing ai social network). Un contestuale approfondimento della stessa Experian, su un campione di 2000 soggetti in età adulta ha rilevato che il numero degli account per ogni utente Internet attivo è sceso a 19 dagli oltre 25 del 2012. Si tende insomma a chiudere gli account che non si usano o si usano molto poco, per esporsi di meno ai rischi di furto di identità, e infatti la percentuale di chi ammette di lasciare aperti account di social network inutilizzati è scesa al 18% dal 26% di due anni fa;, quella di chi lascia account di posta elettronica inattivi al 10% dal 18%, e quella di lascia account di e-commerce/Retail al 10% dal 21% di due anni fa.