“Io non ci sto. Le ombre del Commissario Marino”, il nuovo libro di Adele Marini

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Milano. La giornalista e scrittrice milanese Adele Marini, fresca vincitrice del premio “Azzeccagarbugli” col giallo “A Milano si muore così” (edizioni Fratelli Frilli Genova) è nuovamente in libreria con un nuovo libro dal titolo “Io non ci sto. Le ombre del Commissario Marino”, frutto di una collaborazione editoriale tra Frilli e Feltrinelli.

Vincenzo Marino, napoletano trapiantato a Milano, commissario della squadra mobile, ha un pessimo carattere. È diffidente fino alla paranoia, introverso, quasi asociale e per questo è poco amato dagli uomini della sua squadra. In compenso è dotato di un intuito formidabile. Davanti a un duplice delitto dai contorni torbidi, al magistrato che lo incarica delle indagini riassume la situazione con queste parole: “Qui ci sta puzza di Servizi”.​Una nobildonna napoletana, Costanza Filomena degli Albani, moglie di un diplomatico belga accreditato presso la Santa sede, vive con profondo scontento una vita sentimentalmente arida. Per dare un senso alla propria esistenza gestisce con un’amica una piccola bottega di antichità religiose nel cuore di Roma. Un pomeriggio entra uno strano cliente che acquista un’icona russa “autentica” pretendendo di pagarla in contanti. Il cliente torna presto a trovarla, la circuisce con abilità e finisce per soggiogarla.
Prende il via una strana relazione, basata esclusivamente sul sesso, che per Costanza si rivela quasi subito un biglietto di sola andata per un mondo che le è del tutto estraneo, fatto di illeciti finanziari, di incontri ravvicinati con il terrorismo internazionale e di misteriosi plichi passati di mano. È il 1992, annus horribilis della nostra storia repubblicana, insanguinato dalle stragi mafiose che preludono alla svolta politica auspicata dagli strateghi di quel conflitto civile definito oltreatlantico: “guerra non convenzionale a bassa intensità”.

Tenuta costantemente al guinzaglio dal suo persecutore, la nobildonna contrabbanda valuta e informazioni riservate, ma quando intuisce che la vita dei suoi due figli piccoli è in pericolo, fa l’unica mossa che le è consentita: mette al sicuro le agende su cui ha annotato ogni cosa giorno per giorno.