Pane e Nutella, la merenda top che piace anche a McDonald’s

Oltre sei milioni di panini con la Nutella in un anno. E’ l’obiettivo (anche piuttosto cauto) che si è dato McDonald’s per la new entry tutta italiana del suo menù: il McCrunchy Bread con la crema spalmabile Ferrero.

La nota catena di fast food e il gruppo di Alba hanno, infatti, siglato un accordo che porta nei seicento ristoranti italiani il nuovo panino.

Un assaggio in anteprima di quello che sarà poi stabilmente in tutti i menù è stato offerto, gratuitamente, in occasione del World Nutella Day in quattro McDonald’s di altrettante città italiane (Milano, Roma, Napoli e Bari) dove in tre ore sono stati serviti ottomila panini.

Per le due aziende quella che appare come una proposta semplice, pane con della crema alle nocciole, ha richiesto un lavoro di mesi. “Abbiamo impiegato 12 mesi a svilupparlo – ci ha spiegato l’amministratore delegato di McDonald’s Italia Mario Federico – anche se è solo del pane tostato con la Nutella, però a livello aziendale occorre avere l’attrezzatura giusta per tostare il pane, la giusta tostatura, la giusta quantità di Nutella, per ottenere un prodotto che piaccia a tutti, dai bambini agli anziani, a colazione, merenda e forse anche la sera tardi”.

Il mercato potenziale per questo prodotto è piuttosto ampio: ogni giorno nei 600 McDonald’s italiani vengono serviti circa un milione di clienti. E considerato che sempre di più cresce il consumo dei pasti fuori casa, per Ferrero l’accordo con McDonald’s rappresenta un significativa opportunità di mercato.

Solo con la vendita di 6 milioni di panini in un anno sarebbero necessarie 108 tonnellate di Nutella. “Questo prodotto arricchirà il nostro menù in maniera permanente – ci ha detto Mario Federico – Noi abbiamo una stima di ben più 6 milioni di panini in un anno”.

Ovviamente il progetto è solo per ora italiano, perchè non è escluso che il panino possa entrare stabilmente nel menù degli altri McDonald’s sparsi per il mondo: “Penso che per poterlo esportare all’estero ci sia bisogno di creare un business case: vogliamo vedere quanti ne vendiamo e come rispondono i consumatori – ha osservato l’ad – Ho già altri colleghi che bussano alla porta, ma lo voglio fare in un modo razionale dando loro anche dei numeri”.