Kobe Bryant, il gigante dal cuore d’oro

Kobe Bryant è deceduto insieme alla figlia tredicenne e altre 7 persone tra cui il pilota, in un incidente con il suo elicottero privato domenica 26 gennaio alle ore 9.40 americane. Dalle indagini degli inquirenti, emerge che il pilota avrebbe cercato di evitare le nubi e la nebbia alzandosi di quota poco prima dello schianto, non ancora chiare le circostanze che hanno portato l’elicottero a precipitare sulla collina, le condizioni atmosferiche erano proibitive, ma la torre di controllo aveva dato autorizzazione a percorrere il tratto che avrebbe portato gli 8 passeggeri alla “Mamba Academy”.

L’elicottero ha preso il volo verso le 9 del mattino riscontrando i primi problemi meteorologici sopra Los Angeles, sorvolando la zona a un’altitudine bassa per almeno 6 volte in attesa di una visibilità migliore, girando su se stesso per 15 minuti prima che il pilota decidesse di virare a sud andando verso una zona montuosa e molto pericolosa con una visibilità limitata, scelta che si rivelerà fatale.

Kobe Bryant è considerato tra i migliori giocatori della storia dell’NBA, cresciuto cestisticamente in Italia tra il 1984 e il 1991 spostandosi nelle varie città giocando nelle giovanili delle squadre dove militava il padre.

Tornato negli USA giocò nell’high school vincendo il titolo statale con Lower Merion. Nel 1996 fù la tredicesima scelta al draft dei Charlotte Hornets, che cedette subito i diritti con uno scambio ai Los Angeles Lakers, dove rimarrà per 20 anni conquistando 5 titoli NBA e diventando tra i più vincenti della storia.

Alex Sicorello

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