Sua maestà il bollito piemontese, Alassio accende i riflettori sulla cultura del cibo al di là delle Alpi

Era tra i piatti preferiti di grandi personaggi come Camillo Benso Conte di Cavour e Re Vittorio Emanuele II di Savoia, noto buongustaio e ottimo bevitore, oltre che superbo cacciatore. Vero però che il Bollito misto piemontese ha una storia ancora più antica, fatta di rituali e precetti codificati e di una preparazione semplice ma lenta e paziente. Indubbio comunque che il bollito rappresenta realmente un pezzo di cultura piemontese.

Noto come Gran Bollito Misto piemontese, il piatto un tempo veniva chiamato Grande Bollito Storico Risorgimentale proprio per sottolinearne il legame con quel periodo storico. E’ una pietanza a base di vari tagli di carni di manzo bolliti e serviti in tavola con altrettanti ammennicoli o ornamenti che vengono bolliti in una pentola separata. Il tutto accompagnato da sette salse e, generalmente, quattro contorni. Tradizione vuole che ad identificare il bollito siano sempre gli stessi tagli di carne, gli stessi tipi di ammennicoli, le stesse salse e gli stessi contorni.

Non è un caso, infatti, che sia nata una vera e propria Confraternita, con tanto di membri togati esperti della ricetta tradizionale, che si occupa della sua promozione e della sua salvaguardia. Tanto la sua preparazione quanto il suo consumo sono caratterizzati da veri e propri rituali a cui i cultori della ricetta tradizionale. Per imparare a conoscere i segreti del bollito il ristorante Frontemare Movida sulla passeggiata Grollero di Alassio ha deciso di promuovere serate gastronomiche all’insegna della cultura del cibo piemontese. La seconda è in programma domenica 15 dicembre con un doppio appuntamento a pranzo e a cena.

Questo il menù:

Agnolotti freschi in brodo, bollito misto alla piemontese, dolcigno acqua e caffè (35 euro)

Importante però prenotare a pranzo o a cena al numero 0182 640470

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