“L’uomo vuole andare sulla Luna senza calpestare le aiuole”

Lo scrittore giuliese Salvatore D’Ascenzo ha vinto la XXXIV edizione del prestigioso premio Letteratura, bandito dall’Istituto italiano di cultura di Napoli, per la sezione raccolta di racconti edita con il libro L’Uomo vuole andare sulla luna senza calpestare le aiuole, edito dalla casa editrice genovese Erga edizioni.

La raccolta, in cui a fare da padrone è il paradosso, non è il primo dei lavori in cui il giovane scrittore stigmatizza le nevrosi o la frenesia del vivere moderno. Molto impegnato sul fronte sociale, infatti, D’Ascenzo si è fatto apprezzare sin dai suoi esordi con Mattoncini rossi, reportage dal Nepal distrutto dal terremoto del 2015, libro poi tradotto in Canada e nello stesso Nepal, nonché con I numeri dispari sono di troppo, scritto in collaborazione con otto detenuti di alta sicurezza del carcere di Castrogno, romanzo onirico già premiato in diversi concorsi e che ha ricevuto numerose menzioni, in particolar modo, dalla critica universitaria.

L’Uomo vuole andare sulla luna senza calpestare le aiuole è una raccolta contrassegnata, sin dal titolo, dal paradosso. Ad essere ritratti nei brevi racconti che la compongono sono tutti quegli ultimi che la società “bene” lascia volutamente ai margini, coloro che risultano essere incapaci di alzare l’interesse della collettività, che si muove con i suoi riti all’interno delle trappole che crea. Passando dal sorriso, all’amarezza, alla fascinazione dell’incubo, viene così ritratta una società festaiola che emargina chi non si allinea, mentre soffoca se stessa.

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