In Russia la rinascita del convento San Teodoro a Pereslavl-Zalesskij

All’inizio del XX secolo, il chimico e fotografo russo Sergej Prokudin-Gorskij inventò un complesso procedimento per ottenere vivide e dettagliate fotografie a colori (vedi il paragrafo in basso). Voglioso di utilizzare questo nuovo metodo per documentare la grande varietà architettonica dell’Impero russo, intraprese numerosi viaggi nel periodo compreso tra il 1903 e il 1916. Lo racconta Russia Beyond.

La sua visione della fotografia come forma di educazione e di comprensione dell’esistente si è espressa con particolare chiarezza attraverso gli scatti di monumenti architettonici delle città storiche a nord-est di Mosca che formano il cosiddetto “Anello d’Oro”.

Tra queste spicca Pereslàvl-Zalèsskij (attuale popolazione: 38.700 abitanti), che Prokudin-Gorskij visitò nel 1911. Il mio lavoro di documentazione in città va invece dal 1980 al 2019. Secondo le fonti ufficiali, la città fu fondata nel 1152 dal principe Jurij Dolgorukij, che è anche considerato il fondatore di Mosca (nel 1147). Coloni provenienti dalla capitale medievale di Kiev si erano trasferiti in quest’area fin dall’inizio del XII secolo e si ritiene che il nome della città derivi dalla città di Perejaslavl (oggi Perejaslav-Khmelnitskij), vicino a Kiev. L’aggiunta di “Zalesskij” (“Oltre le foreste”) suggerisce che il nuovo insediamento si trovava in una fertile zona di campi e foreste nella Russia centro-settentrionale.

Delle numerose istituzioni monastiche della città, Prokudin-Gorskij dedicò molta attenzione al Monastero Fjodorovskij (di San Teodoro), situato nella periferia sud-ovest della città, vicino alla via che conduce a Mosca e convertito in convento femminile a metà del XVII secolo. La tradizione vuole che il Monastero Fjodorovskij si trovi sul campo di una feroce battaglia tra Mosca e Tver, la cui rivalità è una delle lotte chiave nella storia russa, durante i due secoli successivi all’invasione mongola del 1237-41.

A cavallo del XIV secolo, la posizione strategica di Pereslavl-Zalesskij sul fianco nord del principato moscovita attirò l’attenzione ostile del principato di Tver. Di conseguenza, avvenne una battaglia vicino a Pereslavl, durante la quale le forze del principe Jurij Danilovich di Mosca sconfissero le schiere del principe Mikhail Jaroslavich di Tver (1271-1318) l’8 giugno del 1304. Nel calendario della Chiesa Ortodossa questo giorno è consacrato a San Teodoro (Fjodor in russo) di Amasea, un ufficiale romano martirizzato per la sua fede cristiana nel 319 e considerato il santo patrono dei guerrieri. In segno di gratitudine per la sua vittoria contro Tver, il principe Jurij fondò un monastero e lo dedicò a San Teodoro. Va aggiunto che circa 14 anni dopo, il principe Mikhail di Tver fu ucciso per ordine di Mosca dall’onnipotente Khan Uzbek dell’Orda d’oro mongola. Il principe Mikhail fu canonizzato come martire dalla Chiesa nel 1547.

Fino al XVI secolo, ci sono poche informazioni sul Monastero Fjodorovskij. Probabilmente fu saccheggiato, insieme al resto della città, dal mongolo (tataro) Khan Tokhtamysh, durante la sua invasione della Russia del 1382. A metà del XVI secolo, Ivan il Terribile, frequente benefattore di Pereslavl-Zalesskij, diede supporto al monastero con la costruzione di una grande chiesa in mattoni, dedicata a San Teodoro.

Questa struttura monastica centrale era, in effetti, un’offerta votiva in occasione della nascita del secondo figlio di Ivan, Fjodor, nel 1557. Secondo i resoconti tradizionali, la moglie di Ivan, Anastasia Romanova, diede alla luce Fjodor vicino al monastero in un sito che sarebbe stato commemorato da una cappella in mattoni (fotografata da Prokudin-Gorskij). Con la morte di Fjodor nel 1598, la prima dinastia russa, quella dei Rjurikidi, terminò. Sebbene priva della forma stravagante di San Basilio sulla Piazza Rossa, la Cattedrale di San Teodoro è un punto di riferimento nel consolidamento dell’architettura ecclesiastica moscovita del XVI secolo. La sua massiccia struttura in mattoni sale su fino cinque cupole , secondo uno schema architettonico tipico per l’inizio del XVI secolo.

Le facciate sono tripartite, e ognuno di questi elementi culmina in un timpano semicircolare, noto come zakomara. Il lato est è costituito da un’abside divisa in tre parti, con l’altare maggiore al centro. Il lato ovest ha un nartece, successivamente convertito in galleria.

Nel corso dei secoli, la cattedrale fu modificata numerose volte. Per facilitare la manutenzione, i timpani zakomara curvi furono ricoperti nel 1800 con un tetto in metallo a quattro pendenze che è parzialmente visibile nella vista nord-occidentale di Prokudin-Gorskij dell’insieme architettonico. Durante i restauri della cattedrale nel 1880, delle cappelle furono aggiunte a nord e sud. Contengono altari secondari dedicati all’icona della Vergine di San Teodoro e, dal 1903, a San Serafino di Sarov.

L’interno della cattedrale fu dipinto nel tardo XVI e nel XVII secolo, ma gli affreschi furono danneggiati dagli incendi. Una riverniciatura degli interni nella prima metà del XIX secolo subì gravi danni durante il periodo sovietico. Tuttavia, sono sopravvissuti grandi frammenti, come mostrano le mie fotografie. Quando e perché il monastero Feodorovskij è diventato un convento? Nel 1608, la città e i suoi monasteri furono saccheggiati dalle forze polacco-lituane, durante l’interregno dinastico noto come Periodo dei torbidi. Furono necessari decenni per riprendersi dalle distruzioni, e alla metà del XVII secolo, il monastero si trovò di fronte a un drastico calo di monaci.

Dopo un’epidemia di peste nell’area, all’inizio degli anni Sessanta del Seicento, in città rimasero molte donne e ragazze sole, la cui unica possibile fonte di sostegno era la chiesa. La mancanza di spazio nei conventi esistenti e il forte bisogno degli indigenti portarono alla decisione del patriarca, sostenuta dallo zar Alessio Mikhailovich, di convertire il monastero maschile, in gran parte vuoto, in un convento femminile nel 1667.

Successivamente, il convento Fjodorovskij divenne un luogo molto vitale e nel XVIII secolo fu un centro d’avanguardia per la tessitura, il ricamo, la ceramica e la pittura di icone. Pietro il Grande, un frequente visitatore di Pereslavl-Zalesskij, conobbe la badessa Natalja Vzimkova e fece donazioni al convento. Si interessò anche in modo particolare allo sviluppo della produzione di tessuti del convento. Il convento ricevette ulteriori donazioni dall’amata sorella di Pietro, Natalia Alekseevna, figlia dello zar Alessio e di Natalia Naryshkina (altra sostenitrice del convento). Con il suo appoggio, il convento si arricchì di una chiesa refettorio, dedicata alla Presentazione al tempio (1710) e di una chiesa infermeria, dedicata all’Icona della Vergine di Kazan (1714), fotografata da Prokudin-Gorskij.

Due ali di chiostri in mattoni, originariamente costruite nel XVII secolo e ricostruite nel XIX secolo, sono state ora riportate alla loro forma del XVII secolo. Nel 1681, il territorio del convento era racchiuso da un muro di mattoni che è magnificamente visibile nella vista da sud-ovest di Prokudin-Gorskij, ora quasi interamente oscurata dagli alberi lungo la strada per Mosca.

Sebbene non vi fossero risorse sufficienti per costruire la abituale chiesa sopra la porta d’ingresso principale, un campanile e una piccola cappella dedicata a San Teodoro con un pozzo sacro, furono edificati qui originariamente alla fine del XVII secolo. Sono in primo piano nella vista nord-occidentale del convento di Prokudin-Gorskij.

Alla fine del XIX secolo, il Convento Fjodorovskij aveva ben 400 suore e novizie sotto la supervisione di Madre Evgenija (1832-1920), che fu madre superiora dal 1875 al 1916. Chiuso nel 1923, il convento fu utilizzato per vari scopi durante l’era sovietica, tra cui una colonia per bambini abbandonati e alloggi per i lavoratori.

La Cattedrale di San Teodoro continuò a servire le necessità religiose della parrocchia fino alla sua chiusura, nel 1928. Nel 1930, il campanile del convento, costruito nel 1704 e visibile nelle fotografie di Prokudin-Gorskij, fu demolito.
Ritornato alla Chiesa ortodossa nel 1998, il Convento Fjodorovskij è ora di nuovo attivo come centro spirituale. I lavori di restauro hanno prodotto risultati impressionanti, aiutati dal valore documentario eccezionale delle fotografie di Prokudin-Gorskij.

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