Dalle creme al fondotinta: i cosmetici leciti per la religione di Maometto hanno numeri da capogiro

Dalle creme per il viso al fondotinta, fino allo shampoo per capelli, ai profumi e al rossetto: il giro d’affari che ruota attorno ai cosmetici leciti per la religione di Maometto ha numeri da capogiro.
Un incremento a livello mondiale che va dal 12 al 19-20%.

Negli ultimi anni, il termine ‘halal’ ha infatti abbracciato l’universo della cosmesi, con prodotti pensati soprattutto il credente islamico che anche per la cura del corpo intende rispettare i precetti del Corano.

Il mercato dei cosmetici halal (in arabo il termine significa ‘lecito’ e indica tutto quello che è permesso secondo l’Islam, dal comportamento, all’abbigliamento, alla condotta, fino alle norme in materia di alimentazione) sembra davvero premere sul pedale dell’acceleratore.

Ma attenzione è tutta la filiera che deve essere halal: dal packaging alle norme etiche, ma anche igieniche, tutto deve rispettare la legge e la dottrina stessa dell’Islam. Una certificazione che va passa per il controllo del prodotto e inizia dalle fasi di approvvigionamento delle materie prime, per passare ai processi di trasformazione, trasporto e stoccaggio del prodotto halal.

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