Antonio Ilardi, pizzaiolo star nel cuore della Toscana

Antonio Ilardi, classe 1987, ha iniziato a lavorare in pizzeria da giovanissimo durante le vacanze estive dalla scuola alberghiera e anche se poi il suo percorso professionale lo ha portate nelle cucine, come sous chef e chef in varie realtà, la passione per i lievitati era soltanto sopita.

Nato a Napoli, ha scelto di fare questo mestiere da subito, complice la cucina di tradizione partenopea che la nonna e la mamma gli hanno insegnato ad amare da bambino. Una cucina che non si scorda, generosa e schietta. Non a caso Antonio ha deciso di chiamare Sud la sua pizzeria in via della Cavallerizza 29 (che prende il posto dell’ormai storico locale Bella ‘mbriana).

Sud perché lo stile di pizza, naturalmente, sarà quello napoletano: forno ad altissima temperatura, cottura veloce, impasto soffice. Ma anche perché il suo legame con la terra d’origine si ritroverà nella scelta degli ingredienti, come la mozzarella di bufala campana, ma anche la provola e il fiordilatte, il pomodoro, le acciughe, una selezione accurata e ragionata con il cuore che batte a sud.

Ilardi prima di stabilirsi nel 2014 a Lucca, ha fatto esperienza viaggiando, come da prassi per uno chef, e sostando in numerosi alberghi e ristoranti in Italia da Terracina a Bagno di Romagna, da Sestriere alla riviera Romagnola passando da Assisi, talvolta fermandosi per la stagione altre volte in incarichi che lo hanno visto impegnato più a lungo. E dopo aver deciso di stabilirsi (per amore) a Lucca, ha girato alcuni fra i locali storici della città (L’Antica Locanda dell’Angelo e Miranda, solo per citarne alcuni) fino alla decisione di aprire un’attività sua. Ed ecco il ritorno alle origini.

“Mi sono riavvicinato al mondo delle farine e dei lievitati grazie alle esperienze proposte a piccoli gruppi di stranieri appassionati di cibo attraverso Airbnb e pensate insieme a mia moglie Laura – dice – E così mi sono detto che poteva essere la mia strada. E in questa avventura mi accompagnerà il mio impasto preparato con lievito madre, che consente una digeribilità maggiore della pizza, e la farina Petra del Molino Quaglia”.

Il menu prevede la sezione dei fritti, immancabile per una pizzeria napoletana, e inizialmente una decina di pizze classiche, fra cui la fritta con i ciccioli (un salume campano) e ricotta. In previsione anche l’inserimento di qualche piatto della tradizione partenopea, a ricordare che Antonio è anche uno chef. Da bere, alcune birre artigianali toscane e campane e una selezione di vini lucchesi biologici.

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