“Noi felici pochi” di Patrizio Bati, uno spaccato feroce e molto in stile Arancia Meccanica della Roma Bene

“Noi felici pochi” è il nuovo romanzo di Patrizio Bati offre uno spaccato feroce e molto in stile Arancia Meccanica della Roma Bene.

Tutte le persone di cui si parla nelle scene di violenza descritte in queste pagine sono state realmente aggredite e malmenate, in un passato così scabroso e delirante da non poter essere rievocato che in forma romanzata, in un libro che porta all’estremo l’autofiction letteraria italiana. Sono cresciuti insieme, Patrizio, Angelo e Andrea. Sfrontati rampolli della “Roma bene”, vissuti nella consapevolezza di avere il diritto, sempre e comunque, di soddisfare i propri desideri.

Figli modello di magistrati, professori e medici, sono teppisti, fascisti e psicopatici: praticano – con meticolosa e sistematica ferocia – atti di violenza su vittime indifese, quasi sempre scelte a caso. Risse, aggressioni, pestaggi. Sangue. Sangue su zigomi, mani e asfalto. Immacolate soltanto le Camicie su misura (bianche o celesti, button down, cotone egiziano ritorto con cuciture doppie dall’inglese), sacre per loro come le vacche per gli indiani.

Ragazzi legati da un vincolo dell’amicizia e di complicità che pare indissolubile ma che un’estate, ubriachi dopo la discoteca, un incidente rischia di compromettere per sempre: l’auto esce di strada tra il Circeo e l’argentario, restando in bilico aggrappata a una roccia. Anni di feste, discoteche, stadio, trasferte, cori, risse e braccia tese – anni di vita condivisa – non bastano a farli restare Uniti in una situazione che si aggirava col passare dei minuti. Pagine travolgenti. L’urlo di rabbia di ragazzi intrappolati nel silenzio di famiglie benestanti, tenute insieme da sorrisi di facciata. Anatomia di una generazione di psycopariolini. Una narrazione potente e maleducata che ha il coraggio di affrontare la violenza a viso aperto e di mostrare il rovescio delle cose: la meglio gioventù e i suoi peggiori istinti. La scrittura è netta, feroce, pulita, martellante.

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