Cecilia Carreri, cambio di rotta e l’inizio di un’avventura in barca a vela

“Non si può impedire all’essere umano di sognare, di aspirare a crescere, esplorare e conoscere. Esprimere se stessi, è un atto di libertà e felicità. Non mettete mai la vostra vita nelle mani degli altri, siate protagonisti del vostro destino”. Riflessioni di Cecilia Carreri, scrittrice veneta, innamorata del mare e della vela. Una vita sotto le stelle, costellata di isole e di colori sconosciuti l’hanno conquistata a tal punto che nel 2005 aveva deciso di sfidare se stessa iscrivendosi alla “Transat Jacques Vabre”.

Un’edizione alla quale hanno partecipato campioni come Michel Desjoyeaux, Giovanni Soldini con Vittorio Malingri (che naufragheranno), Franck Cammas, Ellen MacArthur. Cecilia Carreri aveva scelto di affidarsi a un co-skipper francese, Joe Seeten.
Aveva noleggiato la barca “Mare Verticale “con soldi propri per poi salpare: 17 giorni, 13° posizione nella classifica generale, 9° posto di classe. Il nome della barca rappresenta un programma di vita, è il simbolo dell’esplorazione, dell’avventura tra il mare e la montagna. Ma è anche diventata una casa editrice dedicata all’avventura, allo sport e alle sfide estreme.

“Verticale è tutto ciò che è difficile, che richiede sacrificio, impegno, rischio della vita. Anche il Mare, come la montagna, può essere Verticale, quando la navigazione diventa una vera e propria sfida, una lotta ai limiti della natura”, si legge sul suo sito web.

E’ una donna coraggiosa Cecilia Carreri. “I sogni – dice – hanno la forza di condurci verso esperienze uniche e irripetibili, che bisogna avere la forza e il coraggio di realizzare i propri sogni”.

Quali sono i segreti? “Coraggio, volontà e determinazione sono il prezzo per poter sognare così in alto, per vivere in maniera intensa le proprie scelte. Per essere se stessi, fino in fondo. Tutto ciò che è difficile è Verticale, ma è l’essenza della vita”.

 

 

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