“Altre vite” e “Giallo Nervia”, i racconti del giornalista scrittore Angelo Verrando

“Altre Vite”. E’ la storia minima – e reale – di una famiglia di contadini che negli Anni ’50 vive a Pigna nell’entroterra ligure. Tra terra avara e lavori stagionali sulla costa. Stenti affrontati con dignità ma soprattutto con forza dalla protagonista donna, che ha già mostrato tutta la propria determinazione nel periodo precedente, quello della Seconda guerra mondiale. In una continua lotta per la sopravvivenza, ma anche su precise scelte di campo. Nel racconto viene svelato, tra l’altro, come assieme al parroco del paese fu nascosto nel fienile il Polittico del Canavesio per sottrarlo alle razzìe naziste. E ancora, dello stesso periodo bellico, si narra di antifascisti ed ebrei in cerca di guide per espatriare nella vicina Francia. E su tutto, per la donna, a differenza del marito, non c’è mai la disperazione e la rassegnazione. Lei non smette mai di sognare e di pensare al futuro per i propri figli. E alla fine vorrà inseguire l’onda migratoria che alla fine degli Anni ’50 si sviluppa proprio in quel territorio.

 “Giallo Nervia”. Il virus dell’improvvisa ricchezza – come la vincita di una lotteria – viene introdotto artificialmente in una piccola comunità rurale ligure. E tutto improvvisamente cambia, tra benessere generale, benefit tecnologici e un clima da paese del bengodi. Il giallo è il colore dell’oro apparso d’incanto nel torrente che scorre a fondovalle. Ma quanto durerà? Quante situazioni si è lasciata dietro questa vita impensabile e dalle grandi trasformazioni mai viste così? E se tutto ciò venisse a mancare così come è apparso, si troveranno gli anticorpi per continuare dignitosamente anche senza quel fiume di denaro generato dal metallo prezioso? Un romanzo di costume che tira in ballo la cattiva coscienza di ciascuno, ma anche il luccichìo effimero di qualcosa che va a stravolgere la vita lenta ma accettabile di un intero paese. E a richiamare a un riscatto sociale sembra arrivare – a sorpresa – proprio dagli ultimi.

 

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