Da Villanova d’Albenga alla Costa Rica, Carlo Corazza il re dei sigari

E’ di origini villanovesi il «re» del sigaro in Costa Rica. Carlo Corazza, 47 anni, figlio di Guglielmina Siffredi di Villanova d’Albenga (deceduta nel 2011), in Centroamerica ha fatto fortuna diventando uno dei principali esportatori di sigari nel mondo. Partito per Escazu, distretto di San José quando aveva solo 22 anni è rimasto fortemente legato al paese dell’entroterra di Albenga, ma anche di Alassio dove trascorre abitualmente le vacanze estive.

In pochi anni Corazza è diventato uno degli esportati di sigari del Centroamerica dopo aver fatto affari vendendo orologi prodotti in Svizzera. «Ma in Rivieta torno sempre molto volentieri: non posso dimenticare le radici di mia mamma e questo posto meraviglioso dove incontro vecchi e nuovi amici. Nonostante i miei numerosi impegni torno volentieri in Riviera perché sono innamorato sia di Villanova che di Alassio dove ho incontrato molto volentieri il sindaco Pietro Balestra e l’assessore Franco Scrigna», racconta l’imprenditore Corazza fumando uno dei suoi sigari premium seduto ai tavoli del «Victorian Pub» di Alassio insieme al suo socio Sem Capuano e al sindaco sospeso Marco Melgrati. La sua è una storia da film. «Ho deciso di fare le valigie e di andare a vivere in Costa Rica dopo che i miei genitori avevano acquistato alcuni terreni nei pressi di San José. Nonostante le potenzialità, la coltivazione fino a qualche anno fa non era considerata molto importante per l’economia del Paese come lo sono la canna da zucchero, banane e caffè. Poi negli ultimi anni c’è stata un’interessante inversione di tendenza – spiega Corazza con una cadenza fortemente spagnola – e la nostra azienda ha saputo cavalcare l’onda. Oltre a fornire foglie da ripieno corpose a svariati brand premium in Costa Rica si producono anche foglie di fascia e in particolare di maduro».

Nel 2005 Carlo Corazza ha intuito che il sigaro poteva essere una buona fonte di guadagno. Ha così deciso di avviare una piccola produzione, assumendo un qualificato gruppo di «torcedores nicaraguensi». «I clienti hanno gradito la novità e anche grazie alle vendite on line i volumi di produzione sono cresciuti velocemente. A quel punto ho deciso di aprire una fabbrica che oggi dà lavoro ad una trentina di persone con una grande piantagione di tabacco. L’azienda si chiama «Brun del Ré». Il nome dei nostri sigari – spiega – deriva dal cognome di mia nonna di origine friulana. Da qui abbiamo iniziato a conquistare il mondo».

I sigari Corazza e Capuano piacciano, ad esempio, ai fumatori del Sol Levante: «Crescono le esportazioni verso il Giappone e anche a Hong Kong – conferma l’imprenditore – Ma cresciamo anche in Olanda, Austria, Svizzera, negli Stati Uniti. Presto sbarcheremo in Italia e non poteva essere altrimenti. E’ un mercato al quale crediamo moltissimo e non posso certamente dimenticare le origini della mamma. Presenteremo la nostra nuova linea all’«Intertabac» di Dortmund in Germania nella grande fiera internazionale del settore in programma dal 20 al 23 settembre quindi ci dedicheremo al mercato italiano magari iniziando proprio dalla Riviera di Ponente dove abbiamo già fatto le prime conquiste». Un’azienda quella di Corazza che lavora anche per sostenere associazioni e fondazioni impegnate nella salvaguardia di diverse specie animali. «Parte dei ricavi della vendita dei nostri sigari – dice a questo proposito – vengono devoluti ad una Fondazione che si occupa della tutela delle tartarughe. Un’iniziata alla quale crediamo moltissimo perché noi stessi amiamo gli animali. Non a caso – afferma Corazza – c’è una linea dei nostri sigari dedicata ai miei cani Lara e Charlotte».

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