Marco Vezzoso e Chiara Buratti raccontano il 14 luglio di Nizza. Un viaggio dal dolore alla bellezza

La meraviglia può nascere dal dolore? Talvolta sì. E’ quello che faranno un jazzista come Marco Vezzoso e un’attrice come Chiara Buratti in uno spettacolo intitolato “14/7. Dalla parte dell’arte” consacrato all’attentato terroristico di Nizza del 2016. Il disco “14/7. Du côtè de l’art” uscirà il 22 marzo, mentre lo spettacolo debutterà il 7 aprile al Teatro del Ponente di Genova. L’intero ricavato della serata genovese sarà devoluto a Help Code, associazione che si occupa della difesa dei diritti dei bambini

Si tratta di uno spettacolo assai particolare, perché Vezzoso, che vive e lavora a Nizza da molti anni, è un sopravvissuto di quel giorno ed ha voluto trasformare quella sua drammatica esperienza in uno racconto musicale. Il disco è interamente composto dallo stesso Vezzoso e suonato con il suo quartetto jazz. Per questo disco sono stati scritti appositamente 3 canti dal poeta Giannino Balbis: “Promenade des Anglais”, “Promenade de sang”, “Promenade des sans-guerre”.

I canti sono stati interpretati nel disco da Chiara Buratti e da Marc Duret.Spiega Marco Vezzoso: «“14/7” è il mio personale tributo al tragico attentato terroristico avvenuto a Nizza nel 2016 del quale sono stato malauguratamente testimone. Il processo creativo che mi ha portato alla composizione dei brani e alla loro esecuzione è stato per me innanzitutto una terapia che mi ha permesso di allontanare i brutti ricordi e trasformare questo dramma in un progetto artistico con l’ambizione utopica di dare una risposta, dal punto di visto dell’arte, alla violenza che insanguina il mondo.

Ogni passo che mi avvicinava alla finalizzazione del progetto discografico era un passo che mi allontanava da quella tragica serata. La musica è stato il mezzo che mi ha permesso di urlare al mondo i sentimenti e gli stati d’animo che avevo dentro e che non sarei mai stato in grado di esprimere in altro modo. Nonostante ciò, ho ritenuto necessario completare con le parole l’espressione delle mie emozioni, al fine di rendere universalmente accessibile il mio messaggio. Grazie alla sensibilità del poeta Giannino Balbis, e dopo innumerevoli ore di discussione a quattr’occhi, il progetto ha preso forma concretizzandosi in un mélange tra musica e poesia».

Aggiunge Chiara Buratti: «Con questo viaggio tra musica e parole vogliamo costruire un ponte che arrivi a ogni fratello che abbia conosciuto il dolore di una vita strappata. Perché il solo modo che conosciamo, per ripartire è stare “dalla parte dell’arte”».

Ferdinando Molteni

Condividi la notizia