L’estate trionfale di Lucio Dalla

Il compleanno di Lucio Dalla è diventato una specie di festa nazionale. Ogni anno ce lo ricordiamo. Concerti, canzoni trasmesse da tutte le radio, iniziative di approfondimento, libri.
Del resto Lucio Dalla era un genio. E tra le cose geniali che ha fatto nella sua carriera, c’è l’aver messo la sua data di nascita come titolo di una canzone: “4/3/43”.

Impossibile da dimenticare, quella data. Come impossibile da dimenticare è Dalla. In questo nuovo compleanno senza di lui ci torna alla mente il suo anno d’oro, il momento del trionfo, l’apoteosi inaspettata del suo straordinario talento: il 1979. Sono passati quarant’anni esatti, ma quello fu l’anno di Lucio Dalla. Un disco di inarrivabile bellezza (per noi il suo capolavoro) intitolato semplicemente “Lucio Dalla” con dentro meraviglie come “La settima luna”, “Anna e Marco”, “Milano”, “L’anno che verrà” e poi un tour memorabile, con l’amico e sodale Francesco De Gregori – “Banana Republic” – che fece in quella estate seicentomila spettatori in tutta Italia. E poi un disco dal vivo e pure un film.

Il settimanale “L’Espresso” lo mise in copertina, quella estate. E l’intervista che concesse a Giorgio Bocca fece incavolare non poco il Principe. Tutti volevano Dalla. Tutti lo cercavano. Ecco, nel giorno del suo compleanno, vale forse la pena ricordare quell’estate di successi, forse tardivi ma meritati. Poi sarebbero arrivati dischi belli e meno belli. Ma anche i meno belli meritano ancora un ascolto devoto e attento.

Ferdinando Molteni

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